Dimore storiche e affitti brevi, un motore di sviluppo

sabato 29 novembre 2025


La rilevanza strategica delle dimore storiche italiane emerge con sempre maggiore evidenza, mentre la loro piena valorizzazione continua a scontrarsi con un apparato burocratico spesso rigido e con un’impostazione statalista che ne rallenta lo sviluppo. A ricordarlo è il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che sottolinea come queste proprietà non rappresentino soltanto un segmento identitario del patrimonio culturale nazionale, ma anche un volano economico e sociale per molti territori.

“Le dimore storiche private non sono soltanto un patrimonio culturale prezioso, da tutelare e proteggere, ma anche un formidabile motore di sviluppo economico e sociale dei territori su cui insistono. E il fatto che il 40 per cento di esse sia situato in borghi storici, e il 22 per cento in aree interne, rende perfettamente l’idea di quanto fondamentale sia questa loro potenzialità, non sempre espressa. Recentemente, poi, le dimore storiche stanno rispondendo alla crescente domanda di locazioni brevi, contribuendo a valorizzare luoghi non inclusi nei circuiti turistici tradizionali. Da questo punto di vista, se va accolto positivamente il ripensamento del Governo e della maggioranza sull’aumento della tassazione sulla prima casa data in locazione breve, desta forti perplessità l’aggravamento della norma – introdotta dal Governo Conte 2 – che impone la forma imprenditoriale, con i conseguenti oneri economici e burocratici, in caso di destinazione alla locazione breve (espressione ambigua e già per questo negativa) di più di quattro appartamenti, portando la soglia in questione a due”.

Il presidente di Confedilizia ha espresso la propria posizione intervenendo a Roma, nella prestigiosa cornice della Sala del Refettorio della biblioteca della Camera dei deputati, durante la presentazione del sesto rapporto dellOsservatorio sul patrimonio culturale privato, un lavoro curato dalla Fondazione Ries insieme all’Associazione dimore storiche italiane, a Confagricoltura e alla stessa Confedilizia. All’incontro hanno preso parte numerose autorità istituzionali. Tra queste, il vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che hanno portato il loro saluto istituzionale, a conferma dell’attenzione crescente verso un settore che unisce tutela culturale, capacità attrattiva e prospettive di sviluppo per l’Italia dei territori.


di Redazione