giovedì 3 aprile 2025
Le risorse attratte dal mercato audiovisivo italiano nel 2023 sono state pari a circa 15 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. La Tv rimane il primo mezzo mentre si riduce la distinzione fra offerte lineari (a palinsesto) e offerte non-lineari (on-demand), che tende a diventare marginale. Nel periodo 2018-2023 il tasso annuo di crescita composto del mercato audiovisivo è stato del 3,6%, in linea con quello del PIL nazionale (3,7%).
È quanto emerge dalla IV edizione del rapporto Il sistema audiovisivo: evoluzione e dimensioni economiche, realizzato da eMedia e Istituto Bruno Leoni. La sfida cruciale, attuale e futura per gli editori storici - forti sul versante dei contenuti professionali e dei formati lunghi (“long form”) - è fronteggiare un universo d’offerta “post-editoriale” dominato dalle piattaforme globali di condivisione (Vsp, Video Sharing Platform) che attrae volumi elevati di risorse. Sul mercato si fronteggiano funzioni editoriali specializzate (informazione, programmi di approfondimento etc.) e offerte de-specializzate con un impatto rilevante economico e sociale.
Il rapporto si compone di una prima parte, a cura di Emilio Pucci (eMedia), suddivisa in quattro sezioni: dedicate al posizionamento del settore audiovisivo all’interno del sistema della comunicazione, alle caratteristiche evolutive del settore audiovisivo, alle risorse attratte dal mercato audiovisivo in Italia dal 2018 al 2023 e agli investimenti pubblici.
La seconda parte è composta da due brevi saggi: il primo scritto dal sociologo dell’università del Molise Ivo Stefano Germano su come sta cambiando, attraverso le piattaforme, la produzione, circolazione e fruizione di contenuti; il secondo di Filippo Cavazzoni dell’Ibl in cui si fa il punto sullo strumento del tax credit, che ha un ruolo primario nel fare affluire risorse al settore.
L’obiettivo del rapporto è quello di contribuire alla comprensione delle evoluzioni del settore soprattutto con particolare riferimento alla peculiare dimensione nazionale. Il settore audiovisivo italiano ha dimensioni ridotte se confrontato con quelli britannico, francese, tedesco e per alcuni versi anche spagnolo. Ciò ha una ricaduta enorme sulla dimensione delle imprese editoriali e sulla loro capacità competitiva dentro e fuori i confini nazionali. L’aspetto dimensionale del settore risulta oggi ancora più rilevante nel contesto di un drastico e crescente spostamento delle risorse complessive dalle funzioni editoriali a quell’insieme di funzioni prodotte in ambito online.
di Istituto Bruno Leoni