giovedì 29 ottobre 2026
Oggi Rai Storia ricorda Rino Gaetano. L’occasione è dettata dall’anniversario della nascita del cantautore calabrese, romano d’adozione. Lo speciale Rino Gaetano, un cantautore con il cilindro, in onda alle 19.40, omaggia la carriera del musicista (Crotone, 29 ottobre 1950 - Roma, 2 giugno 1981) attraverso le sue apparizioni televisive. Nel 1975 esegue Ma il cielo è sempre più blu nello spettacolo sperimentale di Enzo Trapani Musica in libertà, Angeli e cornacchie. Il 1978 è l’anno della sua storica partecipazione al 28° Festival di Sanremo del 1978, dove arriva terzo con Gianna, presentandosi al pubblico con un inconfondibile cilindro regalato da Renato Zero. Poi i suoi brani più famosi, Berta filava, Spendi spandi effendi, E io ci sto, Ahi Maria e soprattutto quel Nuntereggaepiù che desta scalpore per i nomi citati e l’ironia sferzante sull’Italia del “riflusso”, tanto da essere invitato da Maurizio Costanzo nella prima puntata del talk show Acquario (30 ottobre 1978) con ospite Susanna Agnelli, entrambi citati nella canzone. L’ultimo progetto discografico - il Q Concert con Riccardo Cocciante e i New Perigeo – risale alla primavera 1981, prima di morire tragicamente in un incidente sulla via Nomentana, a Roma, il 2 giugno 1981. La sua morte prematura produce fin da subito numerosi omaggi in sua memoria.
A questo proposito, oggi e domani nella Capitale sono previste due serate tributo. Ci sono luoghi che custodiscono storie destinate a non finire. Per Rino Gaetano il quartiere Montesacro, a Roma, è stato casa, amicizia, quotidianità e ispirazione. È qui che Alessandro Gaetano, nipote di Rino e voce della Rino Gaetano Band, torna al Riverside, in Viale Gottardo, per due serate speciali dedicate allo zio, in occasione del suo 76esimo compleanno e nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario di Mio fratello è figlio unico, l’album pubblicato nel 1976 che contribuisce a definire la sua originalissima identità artistica. Insieme alla Rino Gaetano Band, Alessandro ripercorrerà le canzoni di un artista che ha saputo raccontare le contraddizioni del Paese con ironia, poesia e uno sguardo libero e anticonformista. La sua voce resta indimenticabile: quella di un eterno ragazzo nella nostra memoria, ancora sorprendentemente fresca nei suoi messaggi, capaci di attraversare il tempo e parlare alle nuove generazioni. La sicurezza sul lavoro, il diritto all’abitare, le speculazioni edilizie, la globalizzazione, la pace, l’emancipazione femminile, gli abusi di potere, le disuguaglianze sociali e il rapporto con le proprie radici e la propria identità sono temi che, attraverso le canzoni di Rino, continuano a interrogare il presente. Il suo linguaggio irriverente e mai banale sapeva trasformare la cronaca e le contraddizioni della società in racconti universali, senza rinunciare alla leggerezza e alla libertà di pensiero.
È proprio da questa eredità viva che nasce la scelta di dare spazio a due giovani voci interessanti della scena musicale italiana, in un incontro tra generazioni nel segno della creatività e della ricerca artistica. Ad aprire la serata odierna sarà Cristiano Cosa, cantautore e polistrumentista tarantino, che intreccia la tradizione cantautorale italiana con influenze brit pop, rock e funk, in una scrittura personale e ricca di contaminazioni. Domani sarà invece la volta di Corpoceleste, progetto del cantautore Massimo Bartolucci, che esplora le fragilità e le relazioni umane attraverso una scrittura introspettiva ed evocativa, accompagnata da sonorità contemporanee. Due percorsi differenti, accomunati dalla voglia di raccontare il presente attraverso la musica e le parole. Perché celebrare Rino significa anche riconoscere quanto la sua libertà espressiva continui a ispirare chi cerca una voce propria. Al Riverside, in una dimensione raccolta e vicina al pubblico, sarà l’occasione per ritrovarsi intorno alle sue canzoni e festeggiare il compleanno di Rino proprio nei luoghi che ne custodiscono ancora la memoria.
di Lia Faldini