giovedì 22 ottobre 2026
La storia di Rosario Livatino andrà in onda a novembre su Rai 1. La vicenda del giudice ragazzino, raccontata in una miniserie tivù per la regia di Michele Placido, è stata presentata alla Festa del cinema di Roma. Il 21 settembre 1990, il magistrato viene assassinato dalla mafia a soli 37 anni lungo la strada da Canicattì al Tribunale di Agrigento. È stato il primo magistrato beatificato, nel 2021. Un uomo di fede e senso dello Stato. La miniserie Livatino - Il giudice e i suoi assassini è stata mostrata alla presenza del presidente Sergio Mattarella. Il racconto televisivo, che vede protagonista Giuseppe De Domenico nel ruolo del magistrato, arriverà il 9 e 10 novembre in prima serata sulla rete ammiraglia della tivù pubblica. Come ha spiegato Placido, “quando si fa un film o una serie ci metti dentro le tue emozioni. Io ho avuto un maestro come Francesco Rosi sul cinema civile”. La figura di Livatino “è sempre attuale, basti pensare al Ponte sullo stretto di Messina, e ai timori su chi potrebbe entrare nei lavori. Oggi forse Livatino avrebbe indagato su questo”. Anche l’aspetto legato alla magistratura risuona nel presente: “Oggi c’è lo scontro tra chi è di destra e chi di sinistra, che giudizio diamo su questi magistrati? Livatino era uno che andava nelle carceri e abbracciava i detenuti”. Rispetto ad altri ritratti cinematografici di Livatino, a cominciare da Il giudice ragazzino di Alessandro di Robilant (1994), Placido intreccia la sua vicenda professionale e privata con quella dei giovani stiddari, impegnati, nella Sicilia agrigentina degli anni Ottanta, a sfidare il potere delle cosche radicate.
Livatino, con il supporto di Giovanni Falcone (Beniamino Marcone) e Paolo Borsellino (David Coco), inizia a tracciare una strategia sempre più efficace nella lotta alla criminalità, diventando inevitabilmente un bersaglio. Nel cast, fra gli altri, figurano anche Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido, Francesco Benigno e lo stesso Placido. “Ho trovato molte notizie straordinarie che non conoscevo nei faldoni delle sue indagini”, ha sottolineato il regista. “Il giovane Livatino stava tracciando un metodo per indagare sugli stiddari e abbiamo scoperto che incontrava Falcone e Borsellino. Ho pensato di inserirla perché a casa Livatino ho visto c’erano delle cassette con la serie, insieme a quelle di vari altri film, commedie e film di 007 a cui il magistrato metteva le stellette”, come il critico Paolo Mereghetti. “Mi ha colpito questa coincidenza”. Placido ha trovato con Livatino un’affinità anche nel profondo sentimento religioso: “Anch’io vengo da una famiglia molto credente, a nove anni stavo in collegio e volevo diventare santo”. Una cultura cattolica che per il regista “si riflette anche nell’atteggiamento verso la vita, nel restare con i piedi per terra, non sentirsi mai arrivato”. Un altro legame alla fede, passa direttamente per Papa Francesco, incontrato da Placido nell’anno della beatificazione del magistrato: “Io avevo detto qualche mese prima che la storia di Livatino avrebbe meritato di essere raccontata e Papa Francesco, con la sua grande empatia e un grande sorriso, mi chiese se volessi realmente farlo. Io gli ho risposto: Ora che me lo chiede lei Santità, dico di sì”.
di ADF