lunedì 19 ottobre 2026
Gianluigi Attorre firma un ritratto sincero degli ultimi dieci anni del maestro del cinema. Con Ultimo Fellini, presentato nella sezione Special Screening della 21ª Festa di Roma, a pochi giorni dal 33° anniversario della scomparsa di Federico Fellini (mancato il 31 ottobre 1993), è la voce dello stesso grande regista a tornare per raccontare la fase conclusiva della sua vicenda umana e artistica. Il documentario analizza il dietro le quinte di film come Prova d’orchestra (1979), La città delle donne (1980), E la nave va (1983), Ginger e Fred (1986), Intervista (1987) e La voce della Luna (1990). Fino alla consacrazione internazionale celebrata il 29 marzo 1993, quando Fellini, supportato dagli amici Sophia Loren e Marcello Mastroianni, riceve dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences l’Oscar onorario “in riconoscimento dei suoi meriti cinematografici che hanno entusiasmato e allietato il pubblico mondiale”. Il cineasta ha ricevuto per ben quattro volte la statuetta per il Miglior film in lingua straniera (con La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord). Ha vinto due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1960 per La dolce vita e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia nel 1985. Il documentario, prodotto da Atomic, con Rai Cinema e distribuito da Piper Film, vanta sei testimonianze d’eccezione: i tre Premi Oscar Roberto Benigni, Martin Scorsese e Nicola Piovani, il giornalista Vincenzo Mollica, l’assistente felliniana Fiammetta Profili e il fumettista e disegnatore Milo Manara. Sei prospettive diverse per un discorso unitario del visionario di Rimini. È da questo intreccio di racconti di vita vissuta, di testimoni diretti, con immagini e materiali d’archivio che nasce questo film. Il punto di forza riguarda indubbiamente le immagini inedite di Federico Fellini custodite nell’archivio personale di Vincenzo Mollica, che negli anni passa dall’essere cronista televisivo a grande amico intimo del regista.
Ultimo Fellini, scritto da Gianluigi Attorre con Caterina Mollica e Francesco Linguiti, svela l’uomo dietro l’icona attraverso tre anni di ricerche, archivi privati e repertori inediti. Il documentario evita di analizzare i capolavori assoluti come La strada, La dolce vita, 8 e ½ e Amarcord per concentrarsi sui “segreti” presunti o reali di Fellini. Nessuna novità sul fronte del rapporto di Fellini con l’occultismo e lo spiritismo. Se non un accenno all’affascinante amicizia del maestro con il sensitivo torinese Gustavo Rol. L’aspetto più significativo riguarda le dichiarazioni di Scorsese a proposito dell’idea di produrre una serie di film dedicati ai mestieri del cinema. A partire dalla figura dell’attore. D’altronde, lo stesso maestro, nel 1969, gira Block-notes di un regista, un docufilm prodotto per la serie Nbc Experiment in Television. Come ha affermato Gianluigi Attorre, “la rivelazione è arrivata un giorno quando, insieme a Caterina Mollica, figlia di Vincenzo, troviamo un armadietto con decine e decine di cassette da lui girate, che documentano interviste, festival e backstage degli ultimi dieci anni di vita di Federico Fellini. Solo pochi minuti di estratti video erano andati in onda”. Il documentarista Gianluigi Attorre, classe 1982, ha iniziato giovanissimo la sua carriera in Rai, distinguendosi nella regia e nella scrittura di documentari. Tra i suoi primi successi internazionali, Becoming Sophia, nel 2011. Già direttore creativo per Ballandi Multimedia, ha firmato importanti docufilm per Sky, Discovery e Rai. Nel 2018 ha fondato la casa di produzione Atomic. Nel 2023 ha prodotto Io, noi e Gaber, vincendo un Nastro d’argento.
di Andrea Di Falco