Scomparso Giuliano Marchetti, editore controcorrente

venerdì 16 ottobre 2026


È scomparso a Roma, dopo lunga malattia, Giuliano Marchetti, di professione commercialista e revisore conti per vari privati e aziende, ma da sempre animato da una grande passione per il giornalismo e l’editoria. Da molti anni, infatti, Marchetti era editore – con quotidiano impegno personale, sia economico che logistico – dell’agenzia stampa “Consulpress”, sempre regolarmente uscita, nota negli ambienti politico-istituzionali.

Giuliano faceva riferimento alla Destra sociale e intellettuale nel senso più lato e intelligente del termine, apertissima alle riforme sociali, a tutto quel che poteva favorire la partecipazione dei cittadini al processo democratico: contro ogni vetusta etichettatura ideologica, ma, al tempo stesso, con una precisa fisionomia politico-culturale, dialogante sia con la sinistra riformista e socialista democratica che col mondo cattolico. La sua era una linea basata fortemente sulla tradizione, ma sempre pronta al futuro, nel rifiuto di qualsiasi tradizionalismo ottuso, del conservatorismo “per principio”.

Su “Consulpress”, avevano scritto giornalisti (tra cui anche chi scrive), storici, intellettuali di varia estrazione: accomunati dall’amore per la cultura, ma soprattutto dal rifiuto di quel mondo alla “Grande fratello” (ovviamente non nel senso dello stupidario televisivo!) che, oggi, stende pericolosamente i suoi artigli, all’insegna della progressiva degenerazione finanziario-esoterica (nel senso peggiore del termine) dell’economia e della politica.

La linea di Giuliano era, in sostanza, quella di Renzo De Felice, e del suo celebre allievo Giuseppe Parlato. “Consulpress”, così, aveva toccato anche temi storici un tempo “super tabù” per la cultura mainstream: come i limiti dello stesso liberalismo di tipo anglosassone, gli incredibili retroscena della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale (vedi, ad esempio, i saggi dello storico Gianfranco Giulivi, puntualmente recensiti), o i non pochi elementi di continuità con la tradizione risorgimentale e socialista presenti nello stesso fascismo, sia come movimento che come regime.

Vai, caro Giuliano, fai anche tu il tuo viaggio: che la terra ti sia lieve, e che magari possa incontrare – soffermandoti tranquillamente a parlarci – Alberto Giovannini e Ugo Intini, Gianna Preda e Antonio Ghirelli…


di Fabrizio Federici