venerdì 9 ottobre 2026
Rai Cultura ha ricordato Augusto Daolio e Pierangelo Bertoli. Due voci inimitabili. Due maestri della canzone d’autore italiana scomparsi nello stesso giorno, il 7 ottobre, a dieci anni distanza: Daolio, originario di Novellara (Reggio Emilia), mancato nel 1992, è stato lo storico fondatore dei Nomadi; Bertoli, nativo di Sassuolo (Modena), è morto nel 2002. I due musicisti sono stati celebrati con un doppio appuntamento, in onda su Rai Storia. Il primo ritratto mostrato è stato quello di Augusto Daolio e dei Nomadi, per il ciclo Italiani. Il gruppo più longevo della musica italiana, nato nel 1963, oggi, a più di mezzo secolo di distanza, è ancora in attività. Guidati dallo storico tastierista Beppe Carletti, i Nomadi portano in giro per l’Italia i loro successi, da Noi non ci saremo a Come potete giudicar, da Dio è morto a Io vagabondo. Una lunga lista di canzoni senza tempo portate alla ribalta dall’inconfondibile voce del cantante Augusto Daolio. I Nomadi attraversano i decenni con alterne fortune, ma sempre coerenti con una visione del mondo osservato dalla parte degli ultimi e seguiti da un pubblico eterogeneo e fedelissimo. La storia di Augusto Daolio e dei Nomadi è narrata dalle voci di Beppe Carletti,;di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e “anima” dell’associazione “Augusto per la vita”; di Alberto Melloni, tra i massimi esperti italiani di storia del cristianesimo, che rivela a sorpresa la sua passione per la musica dei Nomadi; del conduttore radiofonico Felice Liperi; e di Franco Midili, primo chitarrista del gruppo negli anni d’oro del beat.
A seguire, è andato in onda lo speciale di Pierluigi Castellano Pierangelo Bertoli: spunta la luna dal monte che ha fatto rivivere la sincerità costante, la grande immediatezza nei testi, spesso densi di riferimenti sociali e politici, e la voce indimenticabile di Bertoli. Dagli anni Settanta, fino alla sua morte, è stato tra i più seguiti cantautori italiani: una grande sensibilità mediata anche dal suo handicap, conseguenza della poliomielite che lo aveva colpito da bambino, costringendolo a spostarsi perennemente su una sedia a rotelle. Eppure, la sua è stata una vita assolutamente completa. Lo testimoniano – insieme a interviste di repertorio e immagini delle Teche Rai – le parole della vedova, Bruna Pattacini Bertoli; dei figli Alberto, Emiliano e Petra; dell’ex dirigente Rai Giancarlo Governi; e degli amici musicisti Marco Dieci, Luca Bonaffini e Moreno Bartolacelli.
di Lia Faldini