martedì 15 settembre 2026
L’importanza della funzione d’archivio della letteratura. Il nuovo libro di Daniele Onori, Voci interrotte. Donne e violenza nei capolavori della letteratura, in uscita il prossimo 2 ottobre, vuole restituire la voce alle protagoniste femminili della tradizione occidentale. Spesso ricordate come vittime, segnate da violenza, silenzio emarginazione e morte, le donne dei grandi capolavori rivelano in realtà una forza prorompente, capace di sfidare le convenzioni del tempo e perfino prevedere le conquiste future – dei nostri giorni – dei movimenti femministi.
Voci interrotte è un’opera che si muove su vari livelli, che unisce ricerca letteraria e scrittura teatrale, attraverso intensi monologhi in prima persona. Da Antigone a Medea, da Ifigenia a Francesca da Rimini, da Desdemona ad Anna Karenina, fino alla Lupa di Verga, le donne della letteratura tornano sulla scena per raccontare la propria storia dall’interno, liberandosi dall’interpretazione degli altri e riappropriandosi della propria identità.
Il disagio esistenziale e la violenza che ha accompagnato, e accompagna, la situazione storica della donna è analizzata dalle sue origini fino all’Ottocento. I due grandi temi esplorati dall’autore – diventati col passare dei secoli dei veri e propri topoi letterari – sono il suicidio femminile e il femminicidio. Attraverso questi monologhi teatrali, messi in scena dalle grandi donne della letteratura, Onori analizza contesto storico, culturale e letterario dell’opera di appartenenza. Voci interrotte riesce a mettere in luce il modo in cui la violenza contro le donne sia stata rappresentata nei secoli e quali significati continua ad assumere nel mondo letterario.
(*) Daniele Onori, Voci interrotte. Donne e violenza nei capolavori della letteratura, Studium, collana Universale, 2026, 152 pagine, 16 euro
di Redazione