Bluvertigo: dopo la reunion, è tempo di un nuovo disco

lunedì 14 settembre 2026


Bluvertigo sono tornati insieme per una nuova reunion. L’altra sera al Carroponte di Milano hanno chiuso il loro Essere umani tour che li ha riportati insieme su un palco dopo quasi dieci anni. “L’unione non la puoi ricreare per finta, se non c’è qualcosa di reale alla fine si crolla”, dice Livio Magnini, storico chitarrista della band composta da Morgan, Andy e dal batterista Sergio Carnevale. Ieri sera, per la chiusura del tour, si sono uniti a loro anche Alice, Francesco Sarcina e Enzo Iacchetti. I Bluvertigo hanno salutato il loro pubblico al termine di un giro di concerti. “La firma del tour è il legame che c’è tra di noi”, sottolinea Magnini. Scelte non casuali, che molto raccontano dei Bluvertigo: Alice oltre a Per Elisa ha cantato Chanson Egocentrique, loro collaborazione del 2000 e dedica a Franco Battiato che la scrisse. Francesco Sarcina ha fatto Lsd “perché le Vibrazioni erano i tecnici dei Bluvertigo ma su quel pezzo – ricorda Magnini – lui si cambiava d’abito, saliva sul palco e suonava la chitarra acustica”.

Enzo Iacchetti, invece, era fin da inizio tour uno dei protagonisti dei visual de L’eretico “perché è stato ostracizzato per le sue posizioni sulla Palestina”, e sul palco del Carroponte ha fatto un monologo in tema. Ad aprire lo show, un brano manifesto come Decadenza, “un pezzo del 1993 che riflette la decadenza di oggi ed è una critica abbastanza feroce al mondo dei social”. Tra visual e testi, dal palco i Bluvertigo non le mandano certo a dire: “Quando ci siamo ritrovati – racconta il chitarrista – abbiamo detto tutti che è mostruoso come si vive oggi, in un mondo autoriferito dove si faticano a cogliere relazioni umane e da cui trae linfa l’ultra destra. Oggi ci troviamo tutti d’accordo con il discorso del nuovo Re di Norvegia che ha detto che i norvegesi non sono biondi e alti ma vengono da Libia, Afghanistan, sono donne che amano donne, uomini che amano uomini. Purtroppo non è questione di destra o sinistra, ma del fatto che oggi la politica è ridotta a economia e profitto, per questo pezzi come Lsd spronano la gente a ribellarsi o, almeno, a prendere posizione”.

Esporsi può anche far perdere seguito: “Quando ho postato delle storie sulla Palestina ho perso 200-300 followers, ma – sottolinea – va bene così: se sposi l’estetica, ma non l’etica delle canzoni e poi abbandoni la nave siamo ben contenti”. Anche perché “il tour è andato molto bene per noi e anche a livello di pubblico: in una stagione piena di proposte e con tanti eventi a prezzi decisamente alti, siamo stati – nota – una sorpresa anche per il mercato. Il nostro biglietto costa 40 euro, lo abbiamo commisurato spese reali di produzione, la logica del prendi e soldi e scappa non la sposiamo”. La scommessa, per molti, era se sarebbero tornati insieme per davvero o solo per lo spazio di un’estate: “Questo risorgimento Bluvertigo – sottolinea Magnini – parte da un risorgimento interpersonale, con l’azzeramento del passato, un atto di fiducia e riconoscimento reciproco. Essere tranquilli ed essersi riscoperti ha inciso su tutto, da come stiamo sul palco a come viviamo la quotidianità, a colazione siamo tutti insieme, è una vita di nuovo da famiglia”. Di qui “l’idea di fare un nuovo disco, la cosa più importante è che il tempo delle cose lo dettiamo e noi non il mercato”.


di Lia Faldini