Visioni. “The Gentlemen”, la seconda stagione si rilancia citando “Il padrino”

giovedì 10 settembre 2026


Guy Ritchie firma un racconto dissacrante che cita apertamente la saga del Padrino. Su Netflix sono visibili gli otto episodi della seconda stagione della serie tivù The Gentlemen, liberamente tratti dal film del 2019. L’epopea può essere letta, in maniera esplicita, come una sorta di rifacimento in terra britannica del romanzo scritto da Mario Puzo e immortalato sul grande schermo da Francis Ford Coppola. Come il Michael Corleone di Al Pacino, il fascinoso duca Edward “Eddie” Horniman (l’indolente Theo James) protegge gli affari di famiglia da speculatori, politici e imprenditori. In realtà, l’obiettivo reale è salvaguardare, con un compiaciuto successo, un impero miliardario legato alla marijuana facendo largo uso di ultraviolenza. Ma, se la prima stagione mostra la trasformazione di Eddie da refrattario a protagonista indiscusso del crimine, la seconda racconta l’ambizione politica del duca. Il suo intento non è solo finalizzato alla protezione del retaggio familiare ma è volto al superamento di limiti inesplorati. Per queste ragioni, in nome di un famigerato sodalizio, ha stretto un patto d’onore con il boss del narcotraffico britannico Bobby Glass (un protervo Ray Winstone), ancora detenuto e, soprattutto, con la figlia, la bellissima Susie Glass (la fatale Kaya Scodelario).

A questo proposito, con lucida ipocrisia, Bobby si atteggia a fiero oppositore del commercio della cocaina, così come il Don Vito Corleone di Marlon Brando manifesta la propria ferma contrarietà nei confronti dello spaccio di eroina. Un fatto è certo. Dopo il poco convincente primo capitolo, la serie tivù di Guy Ritchie si rilancia. Narrativamente parlando le vicende mostrate suscitano un nuovo interesse anche in virtù del ritratto impietoso attraverso il quale il regista delinea l’aristocrazia del Regno Unito, intenta unicamente a perpetuarsi e a erigere il proprio status sul dolore delle classi meno abbienti. Tra le novità della seconda stagione figurano indubbiamente gli improbabili personaggi dei tre malviventi italiani che risiedono sulle sponde del Lago Maggiore: il boss Marco Moretti (un caricaturale Sergio Castellitto), la contessa Isabella “Bella” Soranza de Parme (un’evanescente Benedetta Porcaroli) e il factotum Francesco “Cico” Maldini (un macchiettistico Michele Morrone). L’improbabile confronto tra Eddie e i criminali italiani è foriero di numerosi colpi di scena. D’altro canto, nel corso della nuova stagione si segnalano alcuni personaggi di sicuro impatto. Il sardonico Frederick “Freddy” Horniman (un superlativo Daniel Ings), il fratello maggiore di Eddie, è un uomo completamente fuori controllo che ha dato prova della propria assoluta inaffidabilità. Finalmente il regista esplicita con grande maestria il rapporto controverso che guida i fratelli aristocratici “Eddie” e “Freddy”. Il loro sentimento è il medesimo che intercorre tra i fratelli mafiosi il Fredo di John Cazale e il Michael di Al Pacino nel Padrino e nel Padrino Parte II.

Il fidato guardacaccia Geoffrey “Geoff” Seacombe (uno strepitoso Vinnie Jones) assume una sicura centralità, diventando il braccio destro di Eddie. Anche la madre, Lady Sabrina Horniman (un’elegante Joely Richardson) acquista un più compiuto spessore psicologico. Intanto, la sorella di Eddie, Charlotte “Charly” Horniman (una poco incisiva Jasmine Blackborow) è diventata madre del piccolo Tarquin, e il compagno di lei Nanny (un sofisticato Benjamin Clementine), è stato nominato scudiero del re. È un vero peccato, invece, lo spazio narrativo dedicato a due personaggi dall’indiscusso potenziale: Stanley Johnston (il magnetico Giancarlo Esposito) è una specie di grillo parlante aristocratico, convinto promotore della supremazia dell’aristocrazia decaduta dell’Impero britannico; infine, John “Il Vangelo” Dixon (un mefistofelico Pearce Quigley) è il capo religioso di una feroce e religiosa famiglia criminale di Liverpool che usa inquietanti accenti messianici.

(*) La recensione della prima stagione della serie tivù The Gentlemen


di Andrea Di Falco