mercoledì 9 settembre 2026
Il potere, la paura e il bisogno di trovare riparo da un mondo sempre più difficile da decifrare. Sono stati questi alcuni dei fili che hanno attraversato ieri, 8 settembre, la settima giornata della Mostra del cinema di Venezia, tra grandi nomi sul red carpet e film capaci di riportare il presente dentro le sale del Lido. A catalizzare i riflettori sono stati Penélope Cruz e Javier Bardem, coppia nella vita e sullo schermo in Bunker, nuovo film di Florian Zeller, in Concorso. Bardem interpreta un celebre architetto che accetta l’incarico di progettare un rifugio per un miliardario della tecnologia. Una scelta che incrina il rapporto con la moglie e trasforma il bunker in qualcosa di più di una costruzione: il simbolo di una società dominata dalla paura, dalla disuguaglianza e dalla tentazione di salvarsi da soli. Un thriller intimo e politico che ha diviso le prime reazioni critiche, ma che ha consegnato alla Mostra una delle coppie più attese di questa edizione. Di un altro potentissimo della tecnologia si è occupato Alex Gibney con Musk, monumentale documentario di quasi quattro ore dedicato a Elon Musk. Il regista premio Oscar ne ricostruisce l’ascesa economica e politica interrogandosi sul peso che un singolo imprenditore può esercitare sull’informazione e sul dibattito pubblico. Gibney ha raccontato anche le difficoltà incontrate nel trovare persone disposte a parlare apertamente del miliardario.
La giornata ha avuto però anche un’anima profondamente cinematografica. Luca Guadagnino ha ricevuto il Cartier Glory to the Filmmaker Award e presentato Joie de vivre, il suo viaggio nell’universo di Bernardo Bertolucci: non semplice omaggio, ma confronto personale con un autore che per Guadagnino rappresenta quasi una patria cinematografica. In Orizzonti è arrivato invece Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher e Guido Caprino, mentre la notte della Sala Grande è appartenuta a Casey Affleck. Il suo Company, secondo titolo in concorso della giornata, intreccia epoche e racconti attorno alla solitudine, al lutto e alla necessità di condividere storie. Una giornata, insomma, in cui Venezia ha mostrato le sue due anime: il fascino delle star e un cinema che continua a interrogare il presente. Anche quando, per farlo, sceglie di chiudersi dentro un bunker.
di Paolo Ricci