Sottosuolo. Gta VI: un capolavoro a prima vista

lunedì 31 agosto 2026


Dalle prime fan art create su Gta Online, passando per i rumors su setting e personaggi, dalle speculazioni sulla grandezza del mondo e sul primo pg donna della serie fino ai primi trailer, poi la data di uscita definitiva, i leak, la cover art e, infine, il primo assaggio di gameplay: Grand Theft Auto VI è ufficialmente in arrivo. Venerdì scorso la Rockstar Games ha rilasciato, in collaborazione con Netflix, il primo trailer di gioco – catturato su PlayStation 5 – di Gta VI, il videogioco più atteso della storia. Sono passati 13 anni da quando i fan della serie hanno camminato per la prima volta a Los Santos nei panni di Michael, Franklin e Trevor, e in questo tempo l’attesa per Gta VI è diventata a tutti gli effetti un fenomeno generazionale.

Il nuovo capitolo della saga di Grand Theft Auto uscirà in tutti i negozi il 19 novembre prossimo, ma è già disponibile sui game store per il pre-order. Jason e Lucia, i protagonisti di Gta VI, ci intratterranno con una storia alla Bonnie e Clyde, ambientata nella Florida immaginata da Rockstar, lo Stato di Leonida, con capitale Vice City. La pressione sull’azienda newyorkese era altissima, come le aspettative dei fan, che nel decennio di attesa per Gta VI hanno potuto “assaporare” le potenzialità del prossimo Grand Theft Auto grazie a Red Dead Redemption 2, uno dei videogiochi migliori mai usciti dalla Rockstar Games, e sicuramente quello con il mondo di gioco più grande (e più bello).

Non era facile mantenere l’asticella così alta ma, il trailer esteso di Gta VI è riuscito a sorprendere anche i più scettici. Non c’è altro modo per dirlo: il nuovo Grand Theft Auto sembra un gioco incredibile. Bisogna aspettare ancora un po’ per scoprire se la campagna sia superiore a quella di Grand Theft Auto IV (starring Nico Bellic), ma dagli indizi contenuti nel trailer sembrerebbe almeno superiore a quella, abbastanza scontata, di Gta V. Ciò che sorprende di più è la cura con cui la Rockstar Games ha sviluppato il mondo, i personaggi non giocabili, le vibes, di Leonida. Le dinamiche di combattimento ispirate pesantemente a Max Payne, inoltre, sono una felice intuizione del team di sviluppo. E poi, osservando bene i comandi sullo schermo, colpisce la quantità di scelte che il giocatore può fare in game. Con Gta VI la Rockstar ha ripreso il discorso dove lo aveva lasciato con Red Dead Redemption 2: libertà e personalizzazione oltre ogni immaginazione.

Gli sviluppatori hanno confermato che Gta VI sarà un gioco offline, che non contiene micro-transazioni. Un dettaglio che potrebbe sembrare scontato, ma nel 2026 è qualcosa per cui possiamo gioire un po’. Questo dato, comunque, apre a un’altra domanda: dov’è – se c’è – Gta VI “online”? La Rockstar non ha mai parlato di una versione multiplayer del prossimo Grand Theft Auto, anzi: ha “infilato” nel pre-order di Gta VI anche un mese di Gta+, un abbonamento premium a Gta Online. La casa produttrice si trova con un gioco vecchio (Online) ma profittevole e un gioco nuovo che, stando alle attese, infrangerà ogni record al botteghino. È difficile pensare che la modalità online di Gta VI sia stata una priorità per gli sviluppatori, che probabilmente si sono concentrati per fare un gioco che gira bene, onde evitare un lancio da incubo come fu quello di Cyberpunk 2077.

C’è un’intera generazione di videogiocatori, che coincide con la cosiddetta gen Z, che ancora fatica a credere che mancano meno di due mesi all’uscita di Gta VI. Per loro “il nuovo Gta” è come la fantomatica PlayStation 5 (che al tempo non esisteva) del cugino (non si può vedere, la tiene in cantina), o l’Xbox 720 – logica erede della Xbox 360, nella testa di un ragazzino di 13 anni – di cui circolavano fantasiose fotografie si Internet. Per non parlare di altre chimere come l’iPhone trasparente e Whatsapp 2. Ma Grand Theft Auto VI non appartiene più al mondo delle idee, e forse stiamo cominciando solo adesso a realizzarlo.

(*) La copertina ufficiale di Grand Theft Auto VI


di Edoardo Falzon