Lodo Moro e caso Orlandi, due libri mettono i puntini sulle “i”

giovedì 30 luglio 2026


Misteri d’Italia? In realtà si tratta di una figura retorica per depistare da quelle operazioni sporche che soprattutto l’Unione sovietica ma anche i paesi arabo islamici hanno messo a segno nel nostro territorio per infangare l’America e Israele e per condizionare la politica estera dell’Italia e del Vaticano.

Gian Paolo Pelizzaro, giornalista e persona seria nonché onesta intellettualmente, da anni fa ricerca e scrive libri in proposito. E lo fa sugli atti delle inchieste, ad esempio dell’attentato al Papa e della scomparsa di Mirella Gregori e Emanuela Orlandi, o degli inconfessabili accordi sempre coperti dal segreto di Stato che furono alla base del cosiddetto “lodo Moro”, nome che dà il titolo a un saggio di due enormi volumi usciti in libreria un paio di anni orsono.

Più recente e pieno di inediti è invece il primo volume di “1983”, che analizza i depistaggi istituzionali sul caso di Emanuela Orlandi e su quello di Mirella Gregori, rapite per condizionare gli sviluppi dell’inchiesta dell’ex giudice istruttore Ilario Martella che era arrivato troppo in alto con la cosiddetta pista bulgara e che aveva arrestato l’addetto diplomatico in Italia Sergej Antonov.

In maniera astuta, coloro che probabilmente oltre cortina avevano organizzato il rapimento e la probabile soppressione delle due ragazze chiedevano sempre e solo la liberazione di Ali Agca (mai un cenno ad Antonov) e agivano sotto improbabili sigle e con misteriosi telefonisti dall’accento americano. Poi arrivarono i depistaggi come quello della banda della Magliana, che in nessun caso avrebbe potuto avere un ruolo pratico nella storia visto che i suoi principali adepti finirono tutti in carcere quel 7 maggio 1983, che è anche il giorno della scomparsa di Mirella Gregori. Mentre il 22 giugno successivo, data del rapimento Orlandi, non un singolo esponente di quella banda era ancora in libertà.

Tra i particolari inquietanti che escono fuori dal libro, già dalla lunga introduzione dello stesso ex giudice Ilario Martella, c’è il ruolo ambiguo (perlomeno, ma Martella usa espressioni più dure) di un noto e osannato magistrato dell’epoca che sembra possa avere avuto contatti, magari inconsapevoli, con i servizi bulgari mettendoli a conoscenza delle ultime risultanze istruttorie dell’indagine del collega Martella. Quel magistrato fu fatto anche oggetto di un terribile attentato nel 1985 in cui uscì illeso e al posto suo morirono una madre con due gemellini, che si trovarono a passare in macchina un attimo prima del magistrato e che subirono le terribili conseguenze di una bomba innescata a distanza con un dispositivo che all’epoca era in dotazione ai servizi dell’est. Con il senno di poi forse quell’attentato poteva essere legato alla pista bulgara?

Difficile saperlo anche se l’ipotesi oggi appare quanto meno logica.

E a proposito di falsi misteri d’Italia, visto che il 2 agosto − giorno della strage alla stazione di Bologna del 1980 − con la retorica e le fake news che si porta dietro da quasi 50 anni è vicino, sarebbe utile dare un’occhiata anche ai due libri di Pelizzaro (su citati) sul “Lodo Moro”. Perché la pista palestinese dell’attentato casuale dovuto all’esplosione di esplosivo in transito a Bologna meriterebbe ben altri approfondimenti.

E va detto che, oggi come ogg,i per chi non si accontenta delle verità confezionate e benedette dalla sinistra i tre libri di Pelizzaro rappresentano un’occasione unica per capire e non farsi prendere in giro.

(*) 1983. Mirella Gregori, Emanuela Orlandi e l’istruttoria del giudice Martella sull’attentato al Papa, Gian Paolo Pelizzaro, Baldini e Castoldi, 1059 pagine, 13 euro.

(**) Il lodo Moro. Gli accordi segreti con i palestinesi e le indagini sulla strage di Bologna. Memorie, documenti, testimonianze, Settimo Sigillo-Europa Lib. Edizioni, 842 pagine, 46,55 euro.


di Dimitri Buffa