mercoledì 3 giugno 2026
L’indimenticato storico del cinema Sebastiano Gesù è stato celebrato dal luogo che gli ha dato i natali. Sabato 30 maggio il sindaco di Santa Venerina Santo Antonio Raciti ha ufficializzato l’intitolazione della sala del Cineteatro Eliseo al critico nel corso dell’evento Sebastiano Gesù: Passione Cinema. Lo svelamento della targa è stato effettuato dal primo cittadino insieme ai piccoli nipoti del critico. L’incontro, promosso dal Comune di Santa Venerina e dal Festival internazionale del Cinema di Frontiera, con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e del Centro studi cinematografici, è stato curato dal regista Nello Correale e dalla moglie dello storico del cinema, Rosa Parisi, in collaborazione con l’operatore Alfio Vecchio e il giornalista Andrea Di Falco. Nel corso della manifestazione coordinata da Ernesto Leotta sono intervenute Chiara Gesù, figlia del critico e l’assessora alla Cultura del Comune di Santa Venerina, Maria Assunta Vecchio.

Durante la serata è stato proiettato Passione Cinema, un film di montaggio composto da preziosi frammenti del cinema muto, della durata di 60 minuti, curato da Nello Correale, con la collaborazione di Alfio Vecchio in fase di postproduzione. La visione è stata accompagnata da una partitura originale musicata dal vivo dall’Ensemble Darshan diretto da Ketty Teriaca. Gli otto film scelti sono alcuni dei capolavori della storia del cinema: La folla (The Crowd) di King Vidor (1928); L’ultima risata (Der letzte Mann) di Friedrich Wilhelm Murnau (1924); Tempi moderni (Modern Times) di Charlie Chaplin (1936); Preferisco l’ascensore! (Safety Last!) di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor (1923); Tabù (Tabu: A Story of the South Seas) di Friedrich Wilhelm Murnau (1931); La corazzata Potëmkin (Bronenosets Potyomkin) di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1925); Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans) di Friedrich Wilhelm Murnau (1927); La passione di Giovanna d’Arco (La passion de Jeanne d’Arc) di Carl Theodor Dreyer (1928).
Come ha sottolineato Nello Correale, “chiunque si sia confrontato con il cinema in Sicilia ha dovuto fare i conti con la ricerca storica di Sebastiano Gesù. Un’irrinunciabile linea di demarcazione che ha tracciato, attraverso i suoi saggi. Era un cacciatore di talenti. Sapeva che da un piccolo seme nasce una sequoia. Per queste ragioni, ha sempre scommesso sulle giovani generazioni”. Per il sindaco Santo Antonio Raciti “Sebastiano Gesù era una persona schietta e leale. Questa intitolazione è un segno che la sua comunità vuole tributare alla sua sapienza”. L’assessora Maria Assunta Vecchio ha ricordato “la devozione di Sebastiano Gesù per il cinema. La sua era un’attenzione critica, anzi, ipercritica”. Rosa Parisi e Chiara Gesù, visibilmente commosse, hanno ringraziato i numerosi presenti che hanno voluto omaggiare Sebastiano Gesù. Gli amici, i colleghi, gli studenti, gli autori e i protagonisti della settima arte hanno celebrato l’insegnamento di un uomo che ha trasformato la sua passione in un retaggio condiviso.

Sebastiano Gesù ha rappresentato, per più di un trentennio, un autentico punto di riferimento per i cineasti siciliani e per tutti quei registi che hanno scelto l’isola come oggetto del loro racconto cinematografico. Ha insegnato Storia e critica del cinema alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Catania e al Centro sperimentale di cinematografia, sezione documentari di Palermo. Ha diretto numerose rassegne e cineforum. Fin dalla nascita del Festival internazionale del Cinema di Frontiera è stato lo storico e insostituibile vicedirettore. Collaboratore di Repubblica, è stato autore di numerosi saggi e più di 30 pubblicazioni. La sua bibliografia rappresenta un modello essenziale per la storiografia del settore. Tra le sue opere più significative si ricordano i testi che esplorano la forza evocativa del territorio siciliano: Pietro Germi e la Sicilia (1987), analisi fondamentale sul rapporto tra il regista ligure e l’isola; Salvatore Giuliano (1987), un’attenta disamina del capolavoro di Francesco Rosi; L’arte del silenzio: le origini del cinema in Sicilia (2018), la prima riflessione organica sulla nascita della cinematografia siciliana; Pier Paolo Pasolini e l’Etna (2016), un viaggio nel paesaggio arcaico, lunare e maestoso del vulcano attraverso quattro film: Il Vangelo secondo Matteo (1964), Teorema (1968), Porcile (1969), I racconti di Canterbury (1971); La magnifica visione: il paesaggio siciliano nel cinema (2019, postumo), “un catalogo immaginifico, un racconto per immagini della straordinaria avventura dell’isola nel cinema”.
di Redazione