Il liberalismo diventa fumetto. E torna a parlare a tutti

martedì 26 maggio 2026


Un fumetto per raccontare la storia delle idee che hanno costruito la libertà moderna: da Menger a Mises, da Hayek a Popper, passando per proprietà, limite al potere, mercato e cooperazione volontaria. Un’opera originale che trasforma il pensiero liberale in immagini, narrazione e confronto con il presente

In un’epoca in cui la comunicazione si consuma rapidamente, in cui le idee vengono spesso ridotte a slogan e la riflessione lascia il posto all’immediatezza, scegliere i comics per raccontare il liberalismo potrebbe apparire una provocazione. Oppure un azzardo. E invece Liberalismo in comics, il nuovo volume di Sandro Scoppa illustrato da Angela Fidone, edito da Confedilizia Edizioni e Tramedoro per la collana “Biblioteca della proprietà”, promossa da Confedilizia, storica e rappresentativa associazione della proprietà immobiliare, dimostra esattamente il contrario: che anche il linguaggio delle immagini può diventare uno strumento rigoroso di divulgazione culturale e di trasmissione del pensiero.

Il libro rappresenta un’operazione editoriale originale nel panorama, non solo italiano, e si può senz’altro dire, internazionale. Non si limita infatti a utilizzare il fumetto come semplice supporto grafico, ma lo trasforma in una vera forma narrativa capace di rendere accessibili temi complessi senza banalizzarli. Il risultato è un percorso agile ma tutt’altro che superficiale dentro la storia delle idee della libertà, del liberalismo classico e soprattutto della Scuola austriaca di economia.

L’opera si apre con gli interventi di Giorgio Spaziani Testa e Carlo Lottieri, che inquadrano il senso del progetto. Da una parte emerge la necessità di trovare nuovi linguaggi per far circolare idee spesso marginalizzate nel dibattito pubblico; dall’altra viene ricordato come il liberalismo non sia una formula astratta, ma una lunga tradizione di riflessione sui limiti del potere e sulla libertà individuale. La postfazione di Roberta Adelaide Modugno completa il volume insistendo sul valore culturale dell’operazione editoriale e sulla capacità della sequenza illustrata di trasmettere idee profonde attraverso una forma narrativa accessibile.

La vera forza del libro, però, sta nel modo in cui riesce a trasformare concetti teorici in immagini, situazioni e dialoghi. Il linguaggio dei comics non viene utilizzato per semplificare artificialmente, ma per rendere visibile ciò che normalmente resta confinato nei trattati di filosofia politica o di economia. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del lavoro: mostrare che le idee nascono dentro problemi concreti, in contesti storici determinati, e non come esercizi astratti lontani dalla realtà.

Il percorso attraversa secoli di storia del pensiero. Si parte dall’Atene di Pericle e dal ruolo della legge, per passare ai moralisti scozzesi, alla Scuola di Salamanca, alla nascita della modernità commerciale e all’emergere dell’economia di mercato. Il lettore incontra figure come John Locke, Frédéric Bastiat, Jean-Baptiste Say, Adam Smith e Bruno Leoni, ma il cuore del volume è chiaramente dedicato alla tradizione della Scuola austriaca.

Carl Menger viene presentato come il fondatore di un modo nuovo di guardare all’economia e alle scienze sociali, centrato sulle scelte individuali e sul valore soggettivo. Eugen von Böhm-Bawerk approfondisce i temi del capitale e dell’interesse, mentre Ludwig von Mises porta alle estreme conseguenze la critica all’economia pianificata, mostrando l’impossibilità di un sistema socialista privo di prezzi di mercato. Friedrich A. von Hayek diventa invece il protagonista di alcune delle pagine più riuscite del libro: la dispersione della conoscenza, l’ordine spontaneo e il limite al potere vengono tradotti in una narrazione chiara, immediata e sorprendentemente efficace.

Uno dei meriti maggiori di Liberalismo in comics è infatti la capacità di mostrare come il mercato, nella prospettiva austriaca, non sia soltanto un luogo di scambio economico, ma un processo di coordinamento sociale tra individui che agiscono liberamente. Da qui discende la critica alla pianificazione centrale: nessuna autorità politica può concentrare tutta la conoscenza dispersa nella società senza produrre inefficienze, rigidità e perdita di libertà.

Il volume non rinuncia nemmeno al confronto con i grandi avversari teorici del liberalismo. Il marxismo viene affrontato attraverso la critica di Böhm-Bawerk e Mises, mentre il keynesismo compare come una teoria che, trasformando il deficit e l’intervento pubblico in strumenti permanenti di governo dell’economia, ha contribuito all’espansione del potere politico. In questo senso il libro non nasconde il proprio orientamento culturale: difende la società aperta, la libertà economica e la necessità di porre limiti al potere.

Ma proprio qui emerge un altro elemento interessante. Pur mantenendo una chiara impostazione teorica, il testo evita quasi sempre il tono dogmatico o propagandistico. L’obiettivo sembra essere soprattutto quello di suscitare curiosità, invitare alla lettura, spingere il lettore ad approfondire. E probabilmente è questa la ragione per cui il fumetto funziona così bene: abbassa le barriere, rende accessibili autori e concetti che molti considerano lontani o specialistici.

Le tavole di Angela Fidone svolgono un ruolo decisivo. Il tratto è essenziale, pulito, mai ridondante. I personaggi non diventano caricature, si pongono come strumenti narrativi attraverso cui le idee acquistano concretezza. La scelta grafica evita ogni eccesso spettacolare e accompagna con equilibrio il testo, contribuendo a mantenere chiara la struttura dell’opera.

In Italia, e forse nel mondo, non esistono molti esperimenti editoriali comparabili. Ed è forse questo il dato più significativo. Liberalismo in comics tenta di colmare un vuoto: quello di una divulgazione culturale capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare al rigore. Il libro sembra rivolgersi tanto ai giovani quanto agli adulti, tanto a chi già conosce questi autori quanto a chi li incontra per la prima volta.

La stessa Modugno, nella postfazione, osserva come un’opera di questo tipo potrebbe valere nelle scuole più di molte pagine di manuali tradizionali, proprio perché riesce a trasformare idee spesso considerate difficili in immagini e narrazione, mantenendo intatta la profondità teorica.

In definitiva, il volume di Sandro Scoppa riesce in qualcosa di raro: trasformare temi teorici complessi in una narrazione leggibile, coinvolgente e culturalmente ambiziosa. Non è soltanto un fumetto sul liberalismo. È un tentativo di riportare le idee al centro della discussione pubblica, ricordando che libertà, scelta individuale, cooperazione volontaria e limite al potere non sono slogan, ma questioni decisive per comprendere il mondo contemporaneo.

E forse è proprio questa la lezione più importante del libro: le idee contano ancora.

Il libro è disponibile presso la Libreria del Ponte (www.libreriadelponte.com) e su Amazon in formato ebook.

(*) Liberalismo in comics, Sandro Scoppa, illustrazioni di Angela Fidone, Confedilizia Edizioni e Tramedoro, 2026, 6 euro.


di Guglielmo Piombini