Sottosuolo. “Corona”: dietro la sigla di Jackass

lunedì 4 maggio 2026


Hi I’m Johnny Knoxville, welcome to Jackass, e poi il riff iniziale di Corona inizia a suonare. Cinque note che tutti hanno sentito almeno una volta nella vita. Corona dei Minutemen tornerà a suonare quest’estate nei cinema italiani e del mondo, con l’uscita di Jackass: Best and Last, l’ultimo film del format inventato dallo stunt-man Johnny Knoxville e dal regista e produttore Jeff Tremaine. Uno degli show più popolari andati in onda su Mtv, che si è evoluto in quattro film di successo mondiale, è nato dalla mente di due appena trentenni rimasti adolescenti, che lavoravano alla rivista di skateboard Big Brother. Nel secondo Dvd pubblicato dal magazine, Number Two, è apparso per la prima volta Knoxville, intento a provare su se stesso armi non letali come spray al peperoncino e taser. Questa idea geniale stata la teleologia di Jackass. Il nuovo show di Mtv, pero, aveva bisogno di una sigla. E qui è entrato in gioco ancora una volta Johnny Knoxville. Lui stesso, in un’intervista a Hot Ones, ha spiegato che Tremaine gli ha chiesto aiuto per scegliere una canzone come tema della serie tivù. Johnny era indeciso tra Bastards of Young dei Replacements e Corona dei Minutemen. “Tutti preferivano Corona”, e così è stato.

Corona è stata scritta dal compianto frontman dei Minutemen, D. Boon, durante un viaggio della band in Messico. Boon è rimasto colpito dalla desolazione e dalla povertà dei messicani, e l’immagine di una donna che raccoglieva bottiglie di birra per incassare i pochi spicci della riconsegna lo ha spinto a comporre il testo di questa particolare polka punk rock, estremamente diversa dalle altre canzoni della band simbolo dell’underground californiano. Per il terzo disco in studio, il doppio album Double Nickels on the Dime, il trio di San Pedro aveva abbandonato i ritmi frenetici e spezzettati dei primi lavori per dedicarsi alla sperimentazione di sonorità più vicine al rock classico. Corona è stata il simbolo di questa transizione, accolta positivamente dai fan e acclamata anche dalla critica musicale. Il disco non ha riscosso successo a livello commerciale, ma ai Minutemen è importato il giusto.

La connessione tra la canzone che denuncia la fame alle porte dell’America e una crew di “reporter” a cui viene sparato “il taser sulle palle, è surreale”, ha confessato Mike Watt – il bassista dei Minutemen – in un’intervista. Ma quello che faceva Jackass era “reale”, e quindi Watt ha deciso di concedergli di usare Corona come sigla. E quindi, 40 anni dopo l’uscita di Double Nickels, ciò che resta dei Minutemen deve fare i conti con fan sempre più giovani, che scoprono la loro musica attraverso dei film demenziali, pericolosi e geniali al tempo stesso. “Questi ragazzini arrivano alla nostra musica attraverso Jackass, e così sia. Io sono arrivato alla mia musica attraverso vecchi film, i film sono un’influenza enorme”, ha ammesso Watt. Corona, i Minutemen e Jackass sono ancora vivi nel 2026. E così sia.


di Edoardo Falzon