sabato 18 aprile 2026
Arriva in sala, a due anni dalla presentazione all’81ª Mostra del cinema di Venezia. E i figli dopo di loro (Leurs enfants après eux) di Ludovic e Zoran Boukherma il approda nei cinema italiani 14 maggio, distribuito da Fandango. Sul Lido, il protagonista Paul Kircher ha vinto il Premio Mastroianni per l’interpretazione. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Nicolas Mathieu, vincitore nel 2018 del Prix Goncourt e pubblicato in Italia da Marsilio Editori. Sullo sfondo di una periferia francese che non concede sconti, il lungometraggio mette in scena i primi turbamenti dell’amore e la complessità di costruire il proprio futuro sull’eredità dei genitori. Il racconto è ambientato nell’agosto 1992. Il quattordicenne Anthony e suo cugino che cercano di scacciare la noia in riva al lago. Vivono in una valle sperduta nell’est della Francia. Condividono con gli altiforni spenti e le rovine delle fabbriche di quella che un tempo era la vivace cittadina che i loro genitori conoscevano. Un incontro casuale con una ragazza più grande, Steph, in un pomeriggio soffocante darà il via a all’estate del primo amore che finirà per definire ogni cosa: un momento agrodolce nella vita di Anthony che segna la fine dell’infanzia e il passaggio all’età adulta.
Il giovane Hacine, ribelle e frustrato, capovolge completamente entrambe le vite. Nel corso di quattro estati cruciali, i destini di Anthony, Steph e Hacine si incrociano, si scontrano e si intrecciano. In questo vortice di turbolenze adolescenziali, l’amore cerca di farsi strada. Nel cast del film, prodotto da Hugo Selignac e Alain Attal, insieme a Kircher, figurano Angelina Woreth, Sayyid El Alami, Louis Memmi, Ludivine Sagnier e Gilles Lellouche. La colonna sonora originale di Amaury Chabauty mescola brani dal forte impatto nostalgico spaziando dagli Aerosmith ai Red Hot Chili Peppers, dai Nirvana a Bruce Springsteen che, con le loro indimenticabili note, seguono le storie dei tre giovani protagonisti nel tentativo di dare forma al proprio domani. Come sottolinea la rivista Sentieri Selvaggi, “è un film ben girato e confezionato, dai costumi alle ambientazioni, con un’estetica che cerca gli anni Novanta senza mai apparire artificiosa. Racconta in maniera viscerale e commovente di uomini soli che hanno perso tempo e occasione per recuperare il rapporto con la moglie e i figli. Ci sono silenzi e incomprensioni che durano mesi, anni, capaci solo di peggiorare nel tempo e crescere nel risentimento”.
di Eugenio De Bartolis