giovedì 26 marzo 2026
Domani 27 marzo, in occasione della Giornata mondiale del teatro, Giuseppe Manfridi porta nella sala Squarzina del Teatro Argentina, la conferenza spettacolo ispirata al suo libro Shakespeare sul Titanic. L’incontro propone un viaggio tra naufragi, mare e letteratura Shakesperiana tra parole, immagini e riflessioni, arricchito dal contributo video di Pamela Villoresi.
Giuseppe come è nata l’idea di Shakespeare sul Titanic?
Shakespeare è stato l’avvio di tutta la mia personale avventura nel mondo dell’immaginazione. Il macro-libro ‒ che non è un titolo di merito, ma solo un dato oggettivo ‒ è un libro molto vasto che in una prima edizione si sviluppa addirittura in due volumi e ora viene proposta in una “versione tascabile da due chili e mezzo”, più da libreria.
Un libro che ho cominciato a scrivere da quando sono nato mi piace definirlo, nel senso che c’è tutto il mondo delle mie prime fantasie infantili, alimentate dai fumetti e dai film di grana grossa che vedevo al cinemino sotto casa. E quegli stessi duelli, sparatorie, tradimenti, storie d’amore contrastate, western, vicende dei Cavalieri della Tavola Rotonda e via dicendo, le ho ritrovate in un libro tirato fuori dagli scaffali della biblioteca di casa che recava la scritta “Volume di Shakespeare”.
Questo è stato il mio ingresso nell’universo del teatro e nell’avvio di una passione che poi ha alimentato tutta la mia vita. Ma il grande amore per Shakespeare non è nato in teatro ma in una sala cinematografica. Mi ricordo che da ragazzino, forse dodicenne, mi portarono a vedere un film anche se non ne avevo nessuna voglia perché sapevo che era tratto da un’opera letteraria e quindi temevo di annoiarmi mortalmente. Il film era “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli e la mia fu una vera e propria sindrome di Stendhal. Non solo mi innamorai follemente di Olivia Hussey ma ritrovai tutto quello che mi aveva appassionato attraverso i fumetti e i film visti nel cinemino sotto casa, duelli, filtri magici, intrecci amorosi e da allora tra le tante opere Shakespeariane, Romeo e Giulietta è rimasto il fil rouge del mio amore. Perché sul Titanic? Perché mi identifico profondamente nel film di Cameron, ma in una dimensione all’apparenza diversa, che invece ne mantiene totalmente la chimica.
Il libro parla di Romeo e Giulietta e di altre storie che attraversano epoche e autori, puoi spiegare il concetto “che ogni storia è segmento di se stessa”?
Ogni racconto che proviene da altri racconti prosegue generando variazioni, piccoli cambiamenti e quindi io non sono più un trasmettitore del racconto ascoltato ma mi trasformo nell’autore del racconto che in quel momento ti sto raccontando. Romeo e Giulietta nasce secoli e secoli prima di Shakespeare, addirittura trova la sua prima firma d’autore all’inizio dell’era cristiana con Ovidio che nelle sue Metamorfosi, racconta la storia di Piramo e Tisbe, che ha in se tutte le caratteristiche di Romeo e Giulietta. Oppure attraverso il Decamerone di Boccaccio, dove sparpagliatamente troviamo tutti gli elementi narrativi di Romeo e Giulietta; la stessa storia diventa una Novella con Matteo Bandello, prima con Luigi Da Porto che scrive Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti (scritta tra il 1512 e il 1524 ), e ancora un poeta precedente a Shakespeare, Arthur Brooke, scrive un dramma intitolato The tragicall historye of Romeus and Juliet, e sarà questo il calamaio dove Shakespeare intingerà la penna pur variando di poco ma in modo sublime un racconto totalmente strutturato.
Dopo Shakespeare l’opera di Romeo e Giulietta continua a viaggiare prescindendo da lui, diventa melodramma in Montecchi e Capuleti di Bellini, Novella con Bandello che riscrive quella di Luigi da Porto intitolata La sfortunata morte di due infelicissimi amanti che l'uno di veleno e l'altro di dolore morirono, tra l’altro Bandello è stato il ponte verso l’Inghilterra. Infatti la Novella, è stata tradotta prima in francese da Pierre Boaistuau e successivamente come già detto in inglese da Arthur Brooke (1562), diventando così la fonte principale per il Romeo e Giulietta di Shakespeare. Diventa musical con West Side Story per arrivare al film. Ecco questo è stato il primo aggancio che mi ha indotto a prendere questa storia straordinaria che attraversa i secoli, probabilmente la storia d’amore più popolare raccontata dal cinema.
Come si svolgerà la presentazione al Teatro Argentina?
Io parlo di “conferenza spettacolo” per alcuni motivi essenziali informativi. Un anno fa è uscito Shakespeare sul Titanic, edito dalla casa editrice Efesto, nato in una tiratura limitata di 100 copie firmate e numerate, con una custodia o un cofanetto artigianale. Queste copie sono state vendute solo in circostanze come queste presentazioni. A questo punto l’editore ha voluto creare un’edizione per le librerie, quindi un volume unico con 64 immagini su fogli di carta patinata veramente straordinario, e in questa occasione mi è piaciuto offrire l’idea meno commerciale possibile.
Come sarà integrato il contributo di Pamela Villoresi ?
Il contributo di Pamela avvierà l’incontro. Abbiamo fatto tante cose insieme e oltretutto Pamela è citata nel libro perché a un certo punto dedico un ampio paragrafo a un racconto di una straordinaria vicenda avvenuta a un bastimento che riportava in Italia dal Sudamerica le scenografie dell’Arlecchino servitore di due padroni. Questo bastimento fa naufragio e i bauli con tutti i costumi, tutte le scene del Piccolo di Milano, approdano su un’isola e vengono messi a disposizione della compagnia amatoriale dell’isola che stava allestendo La Tempesta di Shakespeare. Saputo del fatto, una guarnigione del Piccolo, con Pamela in testa, andò sull’isola ad assistere a questo allestimento. Un evento magico, che rimanda a un naufragio, un naufragio salvifico, luminoso, che addirittura propone una rigenerazione come quasi sempre i naufragi in Shakespeare. In questo video lei con molta capacità di coinvolgimento legge e racconta questo passo che la riguarda e che avvierà la mia lezione spettacolo.
Cosa si porta il pubblico a casa dopo aver sentito le tue parole?
Il pubblico non è un animale unico ma è provvisto di una straordinaria individualità. Torno di nuovo a Shakespeare: quando scrive i suoi dati storici, informa il pubblico di cose che il pubblico in massima parte non sa, quali sono stati i momenti cruciali della guerra tra gli York e i Lancaster (La guerra delle due rose), ecco quello è un fatto oggettivo, non è poesia, che poi entrino nei versi in veste straordinaria si, ma si porta a casa quell’informazione di vittoria o sconfitta. Poi ci sono gli “stati d’animo”, sicuramente io darò al pubblico delle informazioni che buona parte del pubblico non ha.
Per esempio, se il teatro di Shakespeare è così ricco di naufragi ma non sarà perché Shakespeare è arrivato da bravo Campagnolo a Londra nel 1588, un anno cruciale per l’Inghilterra, in quanto sta per essere invasa dalle truppe spagnole del cattolico Filippo II che dovrebbero sbarcare sull’isola con “l’invincibile armata”, la più grande batteria di navi che sia mai stata costituita. Incredibilmente, le agili navi di Francis Drake riescono ad affondare i galeoni e l’invincibile Armada. Questo scatena in tutta l’Inghilterra una apoteosi di festa per la salvezza, ed è in questo clima di festa che arriva un ragazzo di poco più di venti anni, in una Londra che per almeno un anno non smetterà di festeggiare la vittoria per mare. Sarà forse per questo che il teatro di Shakespeare è così pieno di naufragi luminosi?
Ecco questa è una cosa che se uno non sa se la porta a casa. Questo è un esempio poi la mia speranza è che si porti anche a casa qualche idea.
di Francesca Marti