giovedì 19 marzo 2026
La grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano è in programma fino al 12 luglio. Teatro della mostra è il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Dalle oltre cento opere presenti, in ordine cronologico, emerge la creatività febbrile del pittore e regista. Nel 1963 il poeta e critico d’arte Cesare Vivaldi sostiene che “il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”. Come scrive Daniela Lancioni, curatrice dell’Azienda Speciale Palaexpo e della mostra, nel suo intervento nel catalogo della retrospettiva, “soltanto Giorgio de Chirico e Renato Guttuso nel secolo scorso hanno goduto della fama e della riconoscibilità di Schifano. Ma la mostra rivela anche nella sua arte una complessità intellettuale difficile da catturare per intero, nonostante la bellezza immediata, la sua forza ineludibile. Un altro poeta e critico d’arte, Emilio Villa, presentando nel 1960 cinque giovani artisti al tempo sodali – Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio, Mario Schifano e Giuseppe Uncini – li definì pittori – continua la curatrice nel catalogo – non nel senso antiquato del termine, ma perché capaci di rigenerare in cadenze e orientamenti nuovi quanto era consumato e sfibrato. Questo processo, individuato all’epoca del nodale sganciamento dall’ormai svigorita pittura informale, restò una costante nella biografia artistica di Mario Schifano”.
Le opere sono esposte al piano nobile del Palazzo delle Esposizioni, nella rotonda dove è stata ricostruita la camera da pranzo del 1968 dipinta dall’artista per una casa romana, e nelle sette grandi sale che la circondano a partire da una prima sezione biografica sull’artista, nato il 20 settembre 1934 a Homs, in Libia, dove il padre, archeologo e restauratore, è impegnato negli scavi di Leptis Magna, e morto a Roma il 26 gennaio del 1998. Le opere, quindi, seguono un percorso cronologico e provengono da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra cui un nucleo dalla collezione d’arte di Intesa Sanpaolo. Un percorso che contiene i suoi lavori più significativi, a partire dal nucleo centrale, e si snoda lungo “le peripezie e le metamorfosi con cui l’artista sondò la pittura, conducendo alla sua maniera pratiche note o sperimentando condotte del tutto nuove che alla pittura consegnarono fotografia, cinema, immagini digitali o lisergiche superfici di metacrilato, di volta in volta elaborando inesplorati modi di guardare, quindi di pensare”.

Dalle opere degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma, alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell’arte (dai Futuristi a Malevič), dai Paesaggi Tv al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni Ottanta e ai lavori degli anni Novanta, nei quali più esplicita si è manifestata la sensibilità dell’artista per le emergenze sociali. La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, main partner Eni e con il supporto della Fondazione Silvano Toti.
Tra le opere in mostra, la camera da pranzo del 1968 dipinta dall’artista per una casa romana, ricostruita nella rotonda di Palazzo delle Esposizioni, e l’intera produzione di film e cortometraggi realizzati da Mario Schifano. Un’intera sala è allestista con i monocromi del 1960 e con i primi lavori dedicati ai paesaggi metropolitani. I film si potranno vedere durante tutta la durata della mostra nella Sala Cinema – a ingresso gratuito – secondo un determinato calendario, mentre all’interno della mostra sono fruibili i cortometraggi di Schifano insieme a una selezione dei documenti audiovisivi dedicati all’artista. La mostra è accompagnata da un catalogo Electa, che raccoglie, oltre al testo della curatrice, i contributi di storiche e storici dell’arte che di recente hanno dedicato studi innovativi all’artista: Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Giorgio Di Domenico, Flavio Fergonzi, Giorgia Gastaldon, Francesco Guzzetti, Chiara Perin.
di Guglielmo Eckert