mercoledì 18 marzo 2026
L’ultima missione: Project Hail Mary è un lungometraggio divertente e spiazzante, che guarda un po’ all’E.T. di Steven Spielberg. Il film di fantascienza diretto da Phil Lord e Christopher Miller e interpretato da Ryan Gosling (anche produttore) approda domani nelle sale italiane con Eagle Pictures. Nel cast figurano anche Sandra Hüller (nei panni dell’inflessibile Eva Stratt, responsabile del progetto Hail Mary), Milana Vayntrub, Ken Leung, Lionel Boyce e Liz Kingsman. Nella pellicola c’è un elemento classico del genere che dà un pizzico di adrenalina: la Terra è malata, ha pochi anni da vivere perché il Sole si sta spegnendo. Ecco il retroterra di questo film di fantascienza, molto atteso e basato sul romanzo Project Hail Mary di Andy Weir, già autore di The Martian. Ryan Gosling dà il volto a Ryland Grace, un antieroe come può esserlo solo un professore, un teorico lontano da ogni azione. Un docente di scienze con un dottorato in biologia molecolare che si sveglia un giorno su un’astronave lontano da casa dodici anni luce senza alcun ricordo di come sia arrivato lì. Lentamente riaffiora alla sua memoria lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma di cosa sia fatta e di come bloccare la misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole.
Dovrà fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulla sua naturale ecletticità per salvare il nostro Sole, ma scoprirà anche che non sono solo gli umani ad avere questo problema. Lì nello spazio incontrerà infatti un singolare alieno, Rocky, simile a un goffo granchio di pietra, che è in missione per lo stesso motivo. È inevitabile che tra i due, una volta risolto il problema di come comunicare tra loro, scoppi una vera amicizia che riempirà le loro solitudini insieme a una complicità scientifica per risolvere il problema. “È stato un viaggio epico”, dice Gosling. “E il mio Ryland Grace non è stoico in alcun modo, non è coraggioso in senso tradizionale e non si illude certo di essere un eroe, ma è solo uno che continua a provarci”.
E ancora l’attore canadese, che ha concepito questa idea durante il Covid, spiega: “Ho letto il libro e mi ha subito conquistato e ho così dedicato cinque lunghi anni per portare avanti questo progetto che è anche il tipo di film con il quale vorrei che i miei figli crescessero. È una storia che parla di speranza in un momento in cui molte storie sul futuro sono pessimistiche e che ricorda che possiamo fare cose anche molto difficili quando è davvero importante.” Il film costato oltre 200 milioni di dollari intanto vola al 96 per cento di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Molto apprezzata la performance di Ryan Gosling soprattutto nel suo rapporto con l’alieno Rocky, ma a molti critici non è piaciuto il tono, a volte troppo leggero, del film e la sua miscela non sempre equilibrata tra comicità e dramma.
di Eugenio De Bartolis