martedì 17 marzo 2026
Nel panorama della narrativa contemporanea dedicata ai temi sociali, Lo sguardo negato (non voglio guardarti). Due storie di bullismo, alla ricerca di cause e rimedi di Maria Loreta Zaino si distingue per l’intensità emotiva e per l’ambizione di indagare le ferite invisibili lasciate dall’emarginazione. Pubblicato nel 2025 dal Gruppo Albatros Il Filo, il libro affronta il bullismo non come episodio isolato ma come processo lento, capace di accompagnare una persona per tutta la vita. Il cuore della prima parte del volume è la storia di Paola, raccontata dalla voce narrante di Patrizia, testimone e custode della sua esistenza. L’autrice segue la protagonista fin dall’infanzia in un quartiere apparentemente “normale”, dove le dinamiche tra bambine si trasformano in un sistema di esclusione sottile ma implacabile. Giorno dopo giorno, piccoli gesti, sguardi e insinuazioni isolano Paola dal gruppo, creando un clima di ostilità che diventa la trama nascosta della sua crescita. Il bullismo descritto nel libro non è quello spettacolare o violento che spesso domina le cronache, ma una forma più subdola: l’indifferenza, l’esclusione sociale, il giudizio continuo che costringe la vittima a dubitare di sé stessa. L’autrice mostra come questo clima produca effetti profondi sull’identità della protagonista, che impara a vivere “a distanza” dal mondo, sviluppando paure e insicurezze nelle relazioni. Nonostante la solitudine e le ferite interiori, Paola costruisce lentamente il proprio percorso. Lo studio diventa l’unica arma di difesa e la guida verso una destinazione professionale importante: la laurea in medicina. Il successo, però, non cancella le cicatrici emotive lasciate dagli anni della crescita, dimostrando come le esperienze dell’infanzia continuino a influenzare la vita adulta.

La seconda storia del libro, incentrata sulla figura di Adele-Lilli, amplia la riflessione dell’autrice sulle fragilità giovanili e sulle dinamiche di gruppo. In questo caso il racconto assume toni più introspettivi e psicologici, seguendo il percorso interiore di una ragazza che cerca di reinventarsi in un ambiente sociale diverso ma si confronta ancora con il peso dell’indifferenza e del giudizio altrui. Dal punto di vista stilistico, Zaino privilegia una scrittura riflessiva e talvolta quasi saggistica, in cui la narrazione si intreccia con considerazioni psicologiche e morali. È un testo che oscilla tra romanzo di formazione, testimonianza e riflessione educativa. Il libro propone anche un messaggio di speranza: la possibilità di intervenire precocemente, con il sostegno di adulti e figure di riferimento, per spezzare il circolo del bullismo e aiutare le vittime a recuperare fiducia in se stesse. Lo sguardo negato si rivolge soprattutto agli adulti – genitori, insegnanti, educatori – invitandoli a osservare con maggiore attenzione il mondo emotivo dei più giovani. Perché, come suggerisce l’opera, spesso il dolore più profondo non nasce da un gesto clamoroso, ma da uno sguardo negato. Accanto alla dimensione narrativa, c’è anche una riflessione etica e sociale. L’autrice introduce il tema della giustizia riparativa, suggerendo la possibilità di incontri e percorsi di consapevolezza tra vittime e responsabili, soprattutto in età precoce, quando la personalità è ancora in formazione. In questa prospettiva, il libro diventa quasi un manifesto educativo rivolto a genitori, insegnanti e istituzioni.
(*) Lo sguardo negato (non voglio guardarti). Due storie di bullismo, alla ricerca di cause e rimedi di Maria Loreta Zaino, Gruppo Albatros Il Filo 2025, 78 pagine, 9,90 euro
di Roberto Giuliano