“La prima donna che”: la storia si fa femmina

martedì 10 marzo 2026


Una raccolta di “prime volte”. La vicinanza temporale all’8 marzo ha donato la cornice perfetta alla presentazione del libro La prima donna che… donne che hanno fatto la storia di Manlio Lo Presti, autore e collaboratore de L’Opinione delle Libertà. Ieri, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, durante la terza edizione del premio “Donna. Solamente Donna” – su iniziativa del senatore Marco Scurria e dell’avvocata Elisabetta Rampelli – è stato presentato al pubblico questo volume, nato quasi per caso in una riunione di redazione. Una raccolta di articoli usciti a cadenza variabile su L’Opinione, voluta dall’allora direttore Arturo Diaconale, che risponde alla domanda “chi è stata la prima donna a…?” durante la quale l’autore si è immerso in una ricerca profonda e minuziosa di personaggi da raccontare, svestendosi del preconcetto per cui il genio sia a tutti i costi anche dotto.

Dalla prima chef stellata della storia Eugénie Brazier – nata contadina e “analfabeta” – fino alla scrittrice e illustre pensatrice Ayn Rand, passando per astronaute, scienziate, capi di Stato e artiste. La prima donna che segue un ordine narrativo, non cronologico né tematico – tant’è che il capitolo dedicato a Eva, per molti credenti la prima donna, si trova a pagina 71 – che permette il lettore di perdersi nella grandezza delle imprese e nella perseveranza di queste donne. Che nonostante l’ambiente circostante e il clima culturale a loro ostile – costante che prescinde dal periodo storico – sono riuscite a fare qualcosa di grande. Non per via del coraggio, o spinte da un desiderio di riscatto – tipico invece dei nostri giorni – ma grazie alla fiducia in se stesse. Caratteristica ammirabile della personalità umana, che non ha assolutamente una connotazione di genere e dovrebbe far crollare le fondamenta di questo patriarcato.

Manlio Lo Presti sfoglia biografie ricercando donne che per la prima volta hanno sfondato il “tetto di cristallo” in settori che, fino a quel momento, erano di esclusiva competenza maschile. Tra le altre protagoniste di questo libro Eneduanna, figlia del re Sargon, che scrisse nel 2286 avanti Cristo versi poetici; la piratessa Ching Shih, che tenne testa con la sua flotta alle armate navali di francesi, inglesi, portoghesi e dell’imperatore giallo, sconfiggendoli in mare aperto; una “pericolosa” ragazza russa di nome Lyudmila Pavlichenko, la cecchina che uccise a freddo 309 soldati tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale; Hedy Lamarr, attrice e insigne matematica. Scoprire quanto queste donne abbiano lottato per emergere, a causa della loro condizione di svantaggio dovuta solo al fatto di essere nate donne, dovrebbe aiutare a compiere un percorso socioculturale verso la parità di genere, costituzionalmente riconosciuta ma ancora lontano dall’essere raggiunta.

(*) Manlio Lo Presti, La prima donna che… donne che hanno fatto la storia, La Lepre Edizioni, collana Visioni, 2026, 214 pagine, 16 euro


di Edoardo Falzon