“I violini del mare” suonano al Lyceum club di Firenze

venerdì 6 marzo 2026


Palazzo Adami Lami sperimenta la forza del concetto di “insieme”. Quell’insieme di una programmazione 2026 targata Lyceum club internazionale di Firenze. Un concetto che raccoglie diversi progetti presentati ieri al pubblico, nella sede di Lungano Guicciardini 17, da Antonio e Giovanna Riva, Francesca Sibella, della Fondazione Alberto e Franca Riva di Milano e da Padre Antonio Loffredo, anima del Museo diocesano diffuso di Napoli. Progetti orientati verso nuove prospettive di recupero inserimento e valorizzazione dei giovani, dei migranti, delle persone detenute. In poche parole di coloro che sono considerati “ultimi”. Al termine dell’incontro i violini del mare hanno suonato facendo risentire l’eco di quegli abissi dove purtroppo centinai di migranti sono spariti nel tentativo di realizzare una vita migliore.

Violini creati proprio con il legno dei barconi dei migranti sbarcati a Lampedusa, realizzati dai detenuti del carcere di Opera di Milano e grazie al progetto Metamorfosi, ideato e promosso da Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello spirito e delle arti e sostenuto da Fondazione Alberto e Franca Riva. Ruben Have è stato l’artista che ha fatto vibrare le corde di uno di questi violini del mare. Un violinista formatosi alla Scuola di musica di Fiesole e perfezionatosi con grandi musicisti, tra cui Alina Company, Lorenza Borrani e Francesca Piccioni. Ha suonato la Seconda Sonata in Re minore BWV 1003 di Johann Sebastian Bach: un capolavoro assoluto, reso ancora più alto dal significato morale dello strumento sul quale è stato eseguito.


di Salvatore La Lota Di Blasi