mercoledì 4 febbraio 2026
Torna in scena a Roma, dal 9 all’11 marzo, al Teatro Tordinona, OrchiDea, storia di un fiore malato, lo spettacolo con protagonista Laura Rinaldoni, diretto da Mariaelena Masetti Zannini, con la collaborazione alla regia di Emanuela Bolco. Un lavoro che si colloca nel solco del teatro di verità, dove la distanza tra esperienza vissuta e rappresentazione scenica si riduce fino quasi ad annullarsi. OrchiDea nasce come racconto biografico e prende forma a partire dalla vita della stessa Rinaldoni che sceglie di esporsi senza mediazioni, trasformando la propria vicenda personale in una narrazione dal valore universale. Il dispositivo scenico è complesso e volutamente privo di filtri: in scena non ci sono attori chiamati a “interpretare”, ma i protagonisti reali della storia, presenti e visibili. È proprio questa esposizione diretta a costituire il nucleo etico e poetico dello spettacolo, che fa del palco uno spazio di testimonianza radicale, senza censure.
“Ad un certo punto della mia vita mi sono ammalata del morbo di Parkinson. È un mostro che è cresciuto dentro di me e pian piano si è preso la mia vita”, ha spiegato Laura Rinaldoni. “Con me in scena mio marito che nonostante tutto, nonostante i miei eccessi ci abbiano portato alla separazione, mi è rimasto sempre accanto, e mia sorella che non ha mai smesso di tenermi per mano”. Lo spettacolo rifiuta consapevolmente l’empatia facile e punta invece a una partecipazione critica dello spettatore, chiamato a confrontarsi con ciò che solitamente resta ai margini del racconto pubblico. In questa nuova edizione, la messa in scena si presenta profondamente rinnovata. “La nuova messa in scena si presenta con un cast completamente diverso, scelta che non risponde a un’esigenza di aggiornamento formale, ma a una precisa necessità drammaturgica: ogni nuova presenza modifica il racconto, lo riscrive dall’interno, lo rende nuovamente vivo”, ha sottolineato la regista Mariaelena Masetti Zannini. In OrchiDea il teatro non assume una funzione consolatoria. Al centro del progetto vi è piuttosto l’urgenza di aprire uno spazio di consapevolezza su una condizione spesso compressa tra stereotipo e invisibilità, restituendole complessità e dignità narrativa. Lo spettacolo andrà in scena a Roma il 9, 10 e 11 marzo alle ore 21, presso il Teatro Tordinona, in via degli Acquasparta 16.
(*) La fotografia riportata è di Stefano Borsini
di Redazione