Rai 1, la miniserie “L’invisibile” racconta l’arresto di Messina Denaro

martedì 3 febbraio 2026


La cattura dell’ultimo boss dei boss va in onda stasera e domani su Rai 1. L’invisibile, per la regia di Michele Soavi, è una miniserie tivù interpretata da Ninni Bruschetta, Lino Guanciale, Levante e Leo Gassmann. L’arresto di Matteo Messina Denaro avvenuto il 16 gennaio del 2023 è il risultato di anni d’indagine. Ma il racconto televisivo ripercorre i mesi che hanno anticipato l’arresto dell’ultimo capo dei capi di Cosa nostra, latitante per quasi trent’anni. Il blitz che mette fine alle ricerche avviene grazie a una fitta rete di complici, mentre Messina Denaro si trova alla clinica “La Maddalena” di Palermo. Lino Guanciale dà il volto al colonnello del Ros Lucio Gambera, responsabile della cattura; Levante – al secolo Claudia Lagona – che interpreta sua moglie Maria; Leo Gassmann, nel ruolo di un esperto della squadra investigativa. È affidato a Ninni Bruschetta, invece, il ruolo del capo mafioso, superlatitante “Iddu” e “U siccu”.

L’idea della serie, articolata in due serate e realizzata da CamFilm in collaborazione con Rai Fiction, è di Pietro Valsecchi. Sia Levante che Gassmann, come noto, sono anche tra gli artisti in gara alla 76ª edizione del Festival di Sanremo rispettivamente con il brano Sei tu e con Naturale. Nel corso di una conferenza stampa di presentazione, la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati ha fatto notare come “il fulcro della fiction è lo Stato che combatte. Io non sapevo il come si è riusciti a catturarlo e ho scoperto cose clamorose grazie alla serie. Questo è un racconto civile che è nel solco del servizio pubblico”. Guanciale torna protagonista di una nuova fiction di Rai 1, dopo il successo di critica e di ascolti per la terza stagione di Il commissario Ricciardi e presta il volto a Lucio Gambera, personaggio ispirato a Lucio Arcidiacono, colonnello della squadra del Ros dei Carabinieri che concentra tutti i suoi sforzi sulle indagini che porteranno alla cattura del boss.

(*) Le foto sono dell’Ufficio stampa Rai


di Eugenio De Bartolis