Visioni. “The Pitt”, la prima folgorante stagione della serie capolavoro

venerdì 30 gennaio 2026


La miglior serie tivù del 2025 è stata indubbiamente The Pitt. Ideata da R. Scott Gemmill e interpretata magnificamente da Noah Wyle, ha debuttato negli Stati Uniti su Hbo Max e in Italia su Sky Atlantic e Now. Ciascuno dei 15 episodi della serie copre un’ora di un singolo turno del Pronto soccorso del Trauma Medical Center di Pittsburgh (Pennsylvania). Definito, per l’appunto: The Pitt: Il pozzo. Il 55enne interprete, originario di Hollywood, dà il volto al dottor Michael “Robby” Robinavitch, un empatico primario di medicina d’urgenza che guida autorevolmente gli altri membri del personale: la caposala Dana Evans (Katherine LaNasa), la specializzanda al secondo anno dottoressa Cassie McKay (Fiona Dourif), la specializzanda del terzo anno dottoressa Samira Mohan (Supriya Ganesh) e gli specializzandi esperti, la dottoressa Heather Collins (Tracy Ifeachor) e il dottor Frank Langdon (Patrick Ball).

Lo staff del Trauma Medical Center accoglie quattro nuovi membri: Victoria Javadi (Shabana Azeez), una studentessa di medicina del terzo anno; Dennis Whitaker (Gerran Howell), uno studente di medicina del quarto anno; la dottoressa Trinity Santos (Isa Briones), specializzanda al primo anno; la dottoressa Melissa “Mel” King (Taylor Dearden), specializzanda al secondo anno. Per le successive quindici ore, i medici, gli infermieri, gli studenti e gli specializzandi dovranno prestare soccorso e cura ai pazienti, mostrando efficienza e comprensione, nonostante i finanziamenti esigui e il sovraffollamento della struttura sanitaria. Frattanto, Robby deve fare i conti con i ricordi tragici che riemergono nell’anniversario della morte del dottor Montgomery Adamson, suo amico e mentore, avvenuta al Pitt durante la pandemia da Covid-19.

Prodotta da John Wells e Noah Wyle (con Gemill si ricompone il trio di E.R. Medici in prima linea), ha vinto cinque Emmy Awards (Miglior serie drammatica, Miglior attore protagonista a Noah Wyle, Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica a Katherine LaNasa, Miglior attore guest star in una serie drammatica a Shawn Hatosy, per l’episodio Quindicesima ora 21-22, Miglior casting in una serie drammatica). Non solo. La serie è stata premiata lo scorso 11 gennaio con due Golden Globes: per la Miglior serie drammatica e per il Miglior attore in una Miglior serie drammatica.

La prima folgorante stagione di The Pitt è un autentico capolavoro di messa in scena realistica. Lontana dalla patina edulcorata di Grey’s Anatomy, confrontata positivamente con E.R. Medici in prima linea, la serie di culto che ha lanciato la carriera di George Clooney e quella di un allora giovanissimo Noah Wyle, The Pitt è uno dei migliori racconti televisivi mai ambientati in una corsia d’ospedale. Adrenalina pura. Narrazione pirotecnica, coinvolgente e rigorosa. Ironia, dramma, spiritualità, arrivismo, commozione, solidarietà. La storia del Pozzo abbraccia ogni gamma espressiva senza mai cadere nel sensazionalismo e nella retorica. Il tratto distintivo peculiare è caratterizzato dall’umanità del protagonista, dalla veridicità delle vicende rappresentate e dal coraggio registico. Gli interpreti, tutti straordinariamente credibili, hanno affrontato un vero e proprio addestramento con il personale medico per imparare a muoversi come dei professionisti del settore, rispettando una coreografia puntuale ripresa con stile autenticamente documentaristico. Il triage, il sangue, la vita, la morte: il cromatismo emotivo si confonde con quello dei solventi, fotografato da Johanna Coelho con fredde luci al neon, con i parenti angosciati che attendono il responso, la decisione corretta, la salvezza del proprio caro in un contesto verosimile curato scenograficamente da Nina Ruscio. The Pitt offre allo spettatore un viaggio entusiasmante in un mondo attraversato quotidianamente dal dolore e dalla speranza.


di Andrea Di Falco