mercoledì 21 gennaio 2026
Sarà difficile per il lettore dimenticare la prosa e la capacità letteraria di Louis-Ferdinand Céline che nel suo libro intitolato Londra, da poco approdato nelle librerie nella collana Biblioteca Adelphi, ha saputo con grande maestria rappresentare i bassifondi londinesi durante la Prima guerra mondiale. Ferdinand, che è lo scrittore che racconta diverse vicende nel libro, è arrivato nella capitale inglese e vede di rado Angèle. È sopravvissuto alle ferite subite nei combattimenti grazie all’aiuto di Angèle, che gli aveva scelto un appartamento a Londra più che decoroso nella pensione Leicester. In Inghilterra le tragedie provocate dalla guerra avevano sconvolto le abitudini degli inglesi. Nella pensione vi erano persone che provenivano dall’India e da diversi Paesi. La signora Coucil, proprietaria della pensione, conosceva bene la storia inglese e quella del colonialismo. Ferdinand, in compagnia dei suoi amici, Bijou, Cantaloup, Lemosina il pittore, Borokrom era abituato a fare delle scorribande per le strade di Londra. La nebbia, spesso aveva la sensazione Ferdinand di notte mentre girovagava per la capitale inglese, portava via ed eliminava le forme, i colori, il tempo, il rumore.
La piazza Trafalgar, con la lunga colonna al di spora della quale vi è la statua di Nelson, è il centro di Londra. Sulla destra della piazza abita il re di Inghilterra nel suo castello di Buckingham. Oltre la piazza di Trafalgar, si trova la National Gallery, uno dei musei di pittura più importanti del mondo. Borokrom, che era arrivato a Londra durante la guerra per stare tranquillo, ha delle conversazioni profonde con Ferdinand. Ammette Borokrom, che su di una cassetta di notte ama tenere dei discorsi al cospetto dei curiosi in cui parla della giustizia, che nel corso della sua vita ha aderito a molti partiti. Purtroppo, i partiti si sono dissolti, mentre le prigioni sono ancora in piedi. Per Borokrom, che sotto il suo letto ha molti libri, in una rivoluzione i provocatori hanno uno zelo più utile della generosità dei militanti. Accanto a questi personaggi, tra magnaccia, donne che praticano il meretricio, personaggi spregiudicati e senza scrupoli, il lettore incontra il capitano Lawrence Gift che, pur appartenendo ad un ceto aristocratico, a causa dei debiti di gioco, dell’alcolismo, del disordine morale, precipita in un ambiente sordido, che è al centro della rappresentazione del libro di Louis-Ferdinand Céline.
Il capitano è proprietario di tre dimore di lusso ma abita nell’Hotel Savoy, dove è inseguito dai suoi creditori. Ferdinand mentre osserva Angèle, la prostituta di cui si è invaghito, che si trova ferma di fronte alla finestra, pensa alla poesia, che induce a vivere, che è legata alla giovinezza ed ha una durata nel tempo molto breve. Angèle non abita nella pensione, poiché è una donna affascinante che vive nella villa elegante di Purcell, un personaggio indimenticabile e tragicomico. Infatti, appena si attenua la passione per Angèle, Purcell, in vista dei guadagni che spera di ottenere, si dedica con una ostinazione ossessiva a disegnare e progettare diverse tipologie di maschere antigas. Durante una rissa in un locale, frequentato da persone inclini alla violenza, Bijou viene gravemente ferito. Sia Ferdinand sia Borokrom per salvarlo lo portano nella casa del medico ebreo Yucenvitz, nella quale rimangono per alcune settimane. In questo periodo Ferdinand scopre il valore della conoscenza ed inizia a leggere i libri di medicina del medico di cui è ospite.
Comprende, mentre Bjiou migliora, che la vera conoscenza deve servire a liberare la umanità dal dolore e dalla sofferenza. La descrizione della morte del piccolo Peter, il figlio del pittore partito in guerra che vive con la madre in una casa piena di quadri, è straziante, poiché Ferdinand riflette sulla sofferenza di cui sono vittime i bambini innocenti nel corso delle guerre. Mentre il dottore Yucenvitz parla del tradimento dei migliori e delle élite, incapaci di porre fine alla tragedia e ai dolori provocati dalla guerra, il celo sulla loro villa è solcato e attraversato dagli aerei Zeppelin, che lasciano cadere le bombe sulla capitale inglese. Borokrom, sentendo gli aerei che si apprestano a compiere la loro sconsiderate e feroce azione devastatrice, osserva che la guerra è per sempre, è la guerra, bisogna capire, che non avrà mai fine, poiché è stata sempre invocata dagli uomini come una necessità ineluttabile. Ferdinand, Bjiou, Borokrom lasciano l’abitazione del medico e si recano nella villa in cui si trova Angèle. Nella abitazione di campagna del colonello Lawrence Gift gli amici di Ferdinand trascorrono alcune giornate, mentre infuria la guerra di movimento sulle Fiandre, e dove vengono recitate le storie legate alla tradizione poetica dei trovatori, Joan Thibut e Re Kroguld.
Purcell, sempre più ossessionato dalla creazione delle maschere antigas, sottoscrive una assicurazione sulla vita in favore di Angèle. Ferdinand trovava eccessiva l’attenzione dedicata alla guerra di movimento nelle Fiandre, di cui si parla nei giornali in quei giorni di grande preoccupazione. Per lui, che aveva visto tutto l’orrore dei combattimenti, esiste solo la guerra di trincea. Chiunque non sia stato in trincea, e non ha dovuto favorire la fine dei soldati moribondi, non può sapere e conoscere cosa sia la guerra e la forza devastatrice che essa scatena. Sono molto ben descritte nel libro le relazioni tra i magnaccia e le donne costrette a prostituirsi. L’episodio, che difficilmente il lettore dimenticherà, è legato ad una diadema di enorme valore, che gli amici di Ferdinand cercano di vendere in una gioielleria di Londra. Il capitano, che era stato mandato nel negozio, non riesce a vendere il diadema e dimostra di non essere in grado di agire alla stregua e alla maniera dei delinquenti, come osserva con intelligenza Cantaloup. Per questo episodio verrà tratto in arresto dalla polizia nella pensione Leicester. Nel libro sono frequenti le scene violente che mettono in risalto lo squallore morale esistente nei bassifondi di Londra. Bjiou viene ucciso da un magnaccia poiché si scopre che era un informatore delle forze dell’ordine in procinto di tradire i suoi complici. Il suo cadavere viene gettato nel fiume con una pietra legata al collo. Angèle, che si trova nella villa di Purcell, nella quale ha accolto gli amici delinquenti di Ferdinand, durante una rissa viene colpita alla testa e perde l’uso della ragione.
Ferdinand, in preda alla tristezza, si chiede se la guerra sarebbe durata ancora per molti anni, mentre apprende che l’esercito inglese aveva sconfitto i tedeschi Belgio, in bassa Russia, in alta Palestina. Cerca in preda al disincanto di ricordare come erano le persone prima della guerra, e perviene alla conclusione che la natura umana non cambia mai. Quando si reca in visita nella clinica in cui si trova ricoverata Angèle, che aveva sposato, sperando di vivere con lei dopo la fine della guerra, Ferdinand dalla finestra della sua stanza vede i soldati esauriti e gli ufficiali devastati dalla esperienza della guerra che vagano, senza alcuno scopo ed in preda alla angoscia, sotto i rami degli alberi. In quel momento, mentre comprende che Angèle non ritroverà mai più la sua consapevolezza e la sua coscienza vigile, afferma che l’assoluto è più prossimo al dolore e alla angoscia che al piacere e alla poesia della giovinezza. Emanuele Trevi, recensendo il libro sulla Lettura, inserto del Corriere della Sera, lo ha definito un capolavoro. È un romanzo che appartiene alla grande letteratura del Novecento.
(*) Londra di Louis-Ferdinand Céline, a cura di Régis Tettamanzi, traduzione di Ottavio Fatica, Adelphi 2025, 504 pagine, 23,75 euro
di Giuseppe Talarico