Rosario Cancellieri, a duecento anni dalla nascita

martedì 20 gennaio 2026


Il ricordo del discendente Stefano Savoca Milazzo Calì

È stato sindaco, politico e statista. Considerato uno dei padri fondatori del nuovo Regno d’Italia, contribuisce all’unificazione del Paese nel periodo risorgimentale. Rosario Cancellieri nasce a Vittoria, nel Comune più giovane del Ragusano, in Sicilia. Una terra lontana dal cuore della politica italiana che da quel marzo 1861 può contare finalmente su un parlamentare nazionale. E Rosario Cancellieri siede tra gli scranni più alti di quel Parlamento, della Camera dei deputati prima come uomo della sinistra storica e del Senato del Regno dopo. A duecento anni dalla nascita (5 novembre 1825) da Giuseppe Cancellieri Calì e Salvatrice Terlato Scrofani, la città lo ha celebrato con inaugurazioni di targhe e pubblicazioni varie ma la sua storia più intima, la racconta direttamente un discendente prossimo. Come il cavaliere Stefano Savoca Milazzo Calì, che di Rosario Cancellieri discende per parte di madre.

Chi è Rosario Cancellieri?

Un uomo d’altri tempi, nato nella prima metà dell’Ottocento. Si laurea a Catania in Giurisprudenza nel 1844, in piena epoca risorgimentale. Dopo la laurea, torna a Vittoria, la sua città, per esercitare la sua professione di avvocato. Ma anche per curare gli interessi del Comune e della sua cittadinanza.

Quale apporto dà alla città di Vittoria negli anni in cui è parlamentare del Regno?

Si interessa di vari aspetti della vita sociale del territorio: avvia lavori pubblici, la costruzione di un nuovo teatro, la bonifica di luoghi paludosi, il completamento del nuovo Calvario. Poi cura l’illuminazione pubblica, l’acquedotto Cappuccini. Grazie a lui nasce la figura del protomedico e si affittano i locali per un piccolo ospedale. Pone le prime basi per un nuovo piano regolatore della città, crea una biblioteca comunale. A Scoglitti (quartiere marinaro di Vittoria) si delibera la costruzione di una casa sanitaria e presenta al ministro una petizione popolare per la realizzazione di un nuovo porto il 1° maggio 1862. La sua fama di politico attento ai bisogni della comunità si diffonde rapidamente. Sia per l’attività di assessore che di deputato provinciale. Quando viene il momento della sua candidatura alla Camera dei deputati, con lo spostamento della capitale da Torino a Firenze nel 1865, il Re scioglie le Camere e indice nuove elezioni per il 22 ottobre con ballottaggio per il 29. Cancellieri viene eletto.

Qual è stato il rapporto con la sua terra?

Uomo fortemente radicato nel territorio, in quanto ne conosce bene le aspirazioni sociali e le potenzialità economiche. Aspirazioni che combaciano anche con le sue stesse ambizioni politiche.

Anche il mutuo assistenzialismo e il mondo operario sono al centro del suo interesse politico?

Sì. Uno degli elementi indicativi della classe operaia è la battaglia che lui intraprende assieme a Francesco Crispi sulla tassa sul macinato. È indicativa la frase: “Io non voterò nuove imposte sino a quando non ci avrete reso i conti con il passato”. La tassa sul macinato abolita da Giuseppe Garibaldi in Sicilia, considerata una piaga per i piccoli coltivatori e riproposta nel periodo in cui Garibaldi è in Parlamento. Tale è l’attaccamento di Rosario Cancellieri a Vittoria, che la popolazione per questi motivi, nel ricordare la sua memoria vuole costituire una Società di mutuo soccorso a lui intitolata. Gli viene dedicata anche una via del centro storico.

Le Società di mutuo soccorso sono delle istituzioni che condividono principi di solidarietà, mutualità, assistenza reciproca soprattutto a orfani, vedove e bisognosi?

Certo, e storicamente la massoneria ha influenzato la nascita delle società di mutuo soccorso che si sviluppano come organizzazioni autonome del mondo operaio, basate sulla condivisione di risorse per fronteggiare disoccupazione, malattia, vecchiaia, integrando anche istruzione e promozione sociale.

L’etica è al centro della vita politica di Rosario Cancellieri?

Pone l’etica politica come ricerca del bene comune e di giustizia sociale, distinguendosi dalla mera tecnica di potere. Rosario Cancellieri appartiene a quella categoria di uomini politici della vecchia guardia che, riflettendo, non possono essere assimilabili all’attuale classe politica. Tutta la sua azione politica è incentrata nell’impegno di giustizia sociale e nell’interesse del bene comune. Come suo obiettivo politico primario lo si evince non solo dal suo percorso politico ma anche dalle scelte e dalla sua visione in ordine ai progetti che pone in essere durante il suo mandato di deputato ma anche di senatore.

Come viene oggi considerata in famiglia la sua figura?

Dovrebbero essere diversi i discendenti di Rosario Cancellieri, alcuni dei quali riguardano la mia ristretta cerchia familiare. Per quanto mi concerne, la sua figura è di notevole caratura. È stata considerata una personalità di spicco non solo per il territorio di Vittoria, ma anche per l’intera provincia. Ciò che lascia basiti è la totale mancanza di conoscenza della popolazione vittoriese che lo ricorda solo per una strada a lui dedicata.

Che valore diamo alle celebrazioni del bicentenario della nascita?

Di primaria importanza per tre ragioni: è figura eminente per la città di Vittoria ed è giusto che la cittadinanza non dimentichi una personalità di tale caratura. È stato un personaggio politico vissuto nel periodo pre e post unitario dando un notevole contributo in prima persona. Infine, dobbiamo considerare il suo notevole cursus honorum politico come sindaco, assessore provinciale, deputato nazionale e anche come senatore del Regno. Ci sono tanti disegni di legge presentati da Rosario Cancellieri sia alla Camera come anche al Senato. Questi sono, a mio avviso, gli elementi fondamentali per cui questa personalità non deve cadere nell’oblio. È giusto che nel 200° anniversario gli vengano tributati i meritati riconoscimenti.

(*) Nella prima foto è ritratto Rosario Cancellieri

(**) Nella seconda foto è Stefano Savoca Milazzo Calì all’ingresso della Società di mutuo soccorso “Rosario Cancellieri” di Vittoria

(***) Nella terza foto è ritratta una targa marmorea dedicata a Rosario Cancellieri dalla Città di Vittoria


di Salvatore La Lota Di Blasi