Ad Hammamet, nel nome di Craxi

lunedì 19 gennaio 2026


Un libro per ricordare il compianto leader socialista e celebrare l’amicizia tra due popoli

Ventisei anni. Questo è il lasso temporale trascorso dalla dipartita di Bettino Craxi. Eppure, ad Hammamet il tempo pare essersi fermato a quel 19 gennaio 2000. La riconoscenza dei tunisini nei confronti di “Monsieur Le President” è tutt’oggi intatta, vibrante, palpabile. Come pure il suo ricordo, perennemente vivo nel cuore e nella mente di ogni singolo hammametino che si rispetti: di chi lo ha conosciuto personalmente, condividendo con l’ex Presidente del Consiglio italiano tanti semplici momenti di vita vissuta, e di chi invece ha potuto conoscerlo dai racconti e dalle testimonianze altrui. E indissolubile è, del resto, il legame instauratosi negli anni dell’esilio tra l’ex segretario del Psi e quella comunità di uomini e di donne che ha saputo accogliere e integrare a sé Bettino e lenire, almeno in parte, le strazianti ferite di un animo profondamente colpito dalla brutalità degli eventi e dal distacco forzato dell’amata Patria. 

Proprio il legame tra Craxi e il popolo tunisino costituisce il nucleo centrale del libro “Hammamet ricorda Bettino. Storie di rispetto, amicizia e gratitudine”, presentato nelle scorse ore all’Hotel Bel Azur di Hammamet, in occasione delle celebrazioni dell’anniversario della morte del leader socialista. Il libro, edito da Solfanelli, raccoglie, tra l’altro, ricordi e testimonianze che raccontano gli anni tunisini di Craxi, restituendo un racconto lontano dalla fuorviante narrazione tanto in voga in Italia negli anni dell’esilio da cui emerge chiaramente un rapporto umano sincero e radicato tra l’ex primo ministro italiano e la comunità di Hammamet.

Nel corso del dibattito andato in scena in terra tunisina, magistralmente moderato dal giornalista Aldo Torchiaro, vicedirettore del quotidiano Il Riformista, sono intervenuti il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato e primogenita di Bettino, Stefania Craxi, il professor Hamida Guembri, già collaboratore del segretario socialista negli anni tunisini, e i quattro autori: Antonio Armini, Ettore Minniti, Roberto Giuliano e Salvatore Di Bartolo. Importante è stata anche la risposta del pubblico, proveniente direttamente dall’Italia o dalla folta comunità italiana di Hammamet, che, per l’occasione, ha letteralmente gremito la sala conferenze del Bel Azur, dando ancora una volta prova di quanto vivi ed attuali siano ancora oggi il ricordo e il pensiero politico di Bettino Craxi. 

(*) “Hammamet ricorda Bettino. Storie di rispetto, amicizia e gratitudine”, Solfanelli, 2025, 108 pagine, 13,30 euro.


di Redazione