martedì 11 novembre 2025
Il pensiero della critica d’arte Lorenza Trucchi diventa il titolo di un libro sull’artista siciliano capostipite del “gruppo di Scicli”: “Piero Guccione è nato per la pittura, non poteva fare che la pittura”. Il maestro, originario di Scicli (Ragusa), dalla Sicilia si trasferisce a Roma, dove cura la propria formazione prima di affermarsi come pittore del visibile. Nella maturità torna in Sicilia portando lo studio nell’altopiano ibleo e coltivando l’amore per la spiaggia di Sampieri. Non è una scelta casuale: nella terra sciclitana lo porta la sfida di rappresentare il “movimento nell’immobilità”. Il pittore, nel corso degli anni, costituisce un sodalizio anche personale con lo scrittore Leonardo Sciascia. Ne sono testimonianza gli scambi di lettere, disegni e dipinti esposti di recente in una mostra a Marsala (Trapani), su due personaggi uniti da un temperamento molto schivo. In occasione, del novantesimo anniversario della nascita dell’artista (1935-2025), l’Archivio Piero Guccione propone la trascrizione di una lunga intervista radiofonica, durata oltre tre ore, rilasciata il 10 gennaio 1993, a Rai Radio 3, per il programma Paesaggi con figure. Nasce così Piero Guccione. Nato per la pittura (Allemandi 2025).
Il libro trae spunto dall’intervista esclusiva, condotta in studio da Michele Gulinucci, proprio insieme a Lorenza Trucchi e al critico Guido Giuffrè. Il testo consente di entrare nel mondo silenzioso di un artista che ha sempre raccontato poco del suo lavoro e ancora meno di sé. L’intervista è stata ritrovata dalla figlia Paola quando mette in ordine le memorie del padre, scomparso nel 2018. Paola Guccione descrive il suo “emozionante viaggio a ritroso” nell’universo pittorico del padre, un ricordo d’amore impreziosito dalle testimonianze degli scrittori Dominique Fernandez, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Giovanni Testori. È proprio Sciascia a coniare il termine “platitude” per definire la cifra stilistica di Guccione come una fuga oltre il tempo. Il libro è composto da 19 capitoli che ripercorrono l’avventura dell’artista in un’epoca in cui “dipingere è molto arduo, perché a volte si ha l’impressione di essere veramente dei don Chisciotte. Cioè, di utilizzare lo scudo e la lancia in un tempo in cui ci sono i missili”. Pittore del visibile, Guccione racconta la necessità di “inventarsi, giorno per giorno, il modo di fare chiarezza, anche dopo quarant’anni”, affinché quell’emozione, provata dai suoi occhi e filtrata dalla mente, si faccia nuovamente (e lentamente) “chiara” sulla tela, sempre e unicamente attraverso tutti gli attributi che sono propri della pittura. Il volume contiene un QR code che permette ai lettori di ascoltare l’audio originale delle testimonianze rilasciate da Bufalino e Testori e i dialoghi con l’artista avvenuti a Sampieri e nel suo studio situato nella campagna di Modica.
(*) Piero Guccione. Nato per la pittura, Allemandi 2025, 240 pagine, 60 euro
di Guglielmo Eckert