I podcast di Liber@mente

venerdì 29 agosto 2025


Sguardi liberi e riflessioni su idee, potere, società

a cura di Sandro Scoppa

n. 10/2025 - Karl Popper e il mondo di Parmenide: alle origine del pensiero critico

Karl Popper è conosciuto per aver difeso l’importanza della scienza e della libertà, ma c’è un lato meno noto del suo lavoro: il suo profondo interesse per i filosofi dell’antica Grecia. In particolare, nel libro Il mondo di Parmenide, si concentra su un’idea fondamentale: la filosofia nasce quando si comincia a dubitare.

Per il filosofo austriaco, i pensatori che precedettero Socrate non erano semplici speculatori astratti, ma i primi a ragionare sul mondo come scienziati. Rifiutavano le leggende e cercavano risposte attraverso la logica. Talete, ad esempio, immaginava che la terra galleggiasse sull’acqua, un po’ come una barca. Può sembrare ingenuo, ma era già un tentativo di spiegare i terremoti osservando la natura.

Il suo discepolo andò oltre: Anassimandro sosteneva che la terra resta sospesa nel vuoto, equidistante da tutto. Una visione che non nasceva dall’esperienza, ma da un ragionamento logico. E proprio questo, secondo Popper, rendeva quella teoria così importante: anticipava, in un certo senso, la legge di gravità.

Qui entra in gioco un punto centrale: ogni nuovo autore metteva in discussione il precedente. Anassimandro critica il suo maestro, poi un altro lo supererà ancora. È una catena di dubbi e revisioni che, per il pensatore viennese, ha dato origine alla scienza. Non esiste una verità imposta: esiste solo il confronto tra ipotesi e obiezioni. È questo il cuore di una cultura fondata sulla libertà di pensiero.

Poi è arrivato colui che ha sostenuto che “tutto scorre”: Eraclito. Per lui, ogni cosa è in continuo cambiamento. Se però nulla resta, ci si può davvero fidare della conoscenza? E se gli opposti – come il giorno e la notte – sono in realtà la stessa cosa, allora forse il mutamento è solo una nostra illusione.

A questo punto entra in scena il vero protagonista del libro: Parmenide. Secondo lui, il mondo reale è immobile, indivisibile, privo di vuoti. Nessun movimento, nessun cambiamento. Una tesi radicale, costruita a partire da un solo principio: “ciò che non è, non esiste”. Da tutto ciò nasce una visione coerente e rigorosa: tutto è pieno, compatto, eterno. Per l’epistemologo liberale, autore della Società aperta, si tratta della prima vera teoria scientifica costruita su una logica deduttiva.

Ma c’è un altro aspetto. Il pensatore eleate non si limita a dire ciò che è vero: descrive anche come i comuni mortali vedono il mondo, pur sbagliando. E lo fa con rispetto. Popper vede in questo gesto l’inizio del pensiero critico: anche una teoria falsa può essere utile, se ci costringe a capire meglio la realtà.

Alla fine, il messaggio è chiaro: pensare significa mettere in discussione, avere il coraggio di criticare, non accettare passivamente. E questa pratica non è nata nei laboratori moderni, ma sulle coste dell’antica Ionia, quando alcuni uomini liberi si sono messi a discutere guardando il cielo.


di Redazione