‘O Sole Mio: un capolavoro della canzone napoletana

giovedì 27 febbraio 2025


‘O Sole Mio è una delle canzoni napoletane più celebri e amate nel mondo. La sua melodia inconfondibile e il suo testo evocativo hanno conquistato intere generazioni, rendendola un’icona della musica italiana.

Ma qual è la vera storia dietro questa canzone? Chi l’ha scritta e quali sono le connessioni sorprendenti con il mondo dell’arte? La canzone fu composta nel 1898 da Eduardo Di Capua (musica) e Giovanni Capurro (testo), con un contributo musicale probabilmente anche di Alfredo Mazzucchi. Di Capua scrisse la melodia mentre si trovava a Odessa, ispirato dalla bellezza del sole sul Mar Nero. Tornato a Napoli, decise di unire la sua musica ai versi poetici di Capurro, creando un capolavoro destinato a durare nei secoli. Curiosamente, nello stesso anno, il pittore Vasilij Kandinsky si trovava anch’egli a Odessa, città in cui aveva trascorso parte della sua giovinezza. Tra i suoi primi dipinti figura Porto di Odessa, un’opera che cattura la vivacità e i colori della città marittima. È affascinante pensare che, nello stesso luogo e nello stesso periodo, due artisti così diversi abbiano tratto ispirazione dalla stessa luce e dagli stessi paesaggi, trasformandoli in arte immortale: da un lato, una delle melodie più famose del mondo, dall’altro, le prime pennellate di un maestro dell’astrattismo.

Eduardo Di Capua nacque a Napoli il 12 maggio 1865 e fu un prolifico compositore di musica napoletana. Figlio del violinista Giacomo Di Capua, crebbe immerso nel mondo della musica e affinò il suo talento studiando al Conservatorio di San Pietro a Majella. Oltre a ‘O Sole Mio, compose molte altre celebri canzoni napoletane, tra cui Maria Marì, I’ te vurria vasà e Torna maggio. Il suo stile musicale, caratterizzato da melodie dolci e coinvolgenti, lo rese uno dei compositori più influenti della sua epoca. Morì in povertà il 3 ottobre 1917, ma il suo lascito musicale continua a vivere nel tempo.

Il testo di ‘O Sole Mio è un inno all’amore e alla bellezza del sole, visto come simbolo di calore e speranza. Il ritornello esprime il desiderio di un sole personale, ancora più splendente di quello che illumina il giorno: O sole mio, sta ‘nfronte a te, un’espressione che incarna il calore affettivo e il senso di appartenenza. L’intero brano trasmette un senso di nostalgia e passione tipici della tradizione napoletana, con un linguaggio semplice ma altamente evocativo. Il contrasto tra la luce solare e la malinconia dell’assenza della persona amata crea un’immagine poetica universale, capace di toccare l’animo di chiunque lo ascolti. La canzone ottenne un immediato successo, vincendo nel 1898 un concorso musicale a Napoli. Da allora, è stata interpretata da artisti di fama mondiale e tradotta in numerose lingue. Tra le interpretazioni più famose spiccano:

Enrico Caruso (1916): il celebre tenore napoletano fu tra i primi a portare la canzone nelle sale da concerto internazionali.

Mario Lanza (1950): la sua straordinaria interpretazione nel film Il Grande Caruso contribuì a rendere la canzone ancora più celebre negli Stati Uniti e nel mondo.

Luciano Pavarotti: la sua versione, eseguita nel 1980, è considerata una delle più potenti e iconiche.

Elvis Presley: nel 1960, incise It’s Now or Never, una versione in inglese ispirata a ‘O Sole Mio, che divenne un successo mondiale.

Andrea Bocelli: con la sua voce melodiosa ha contribuito a mantenere viva la tradizione della canzone napoletana.

I tre tenori (Luciano Pavarotti, Plácido Domingo e José Carreras): la loro esibizione del 7 luglio 1990 alle Terme di Caracalla, a Roma, fu uno dei momenti più iconici della musica classica e lirica, facendo conoscere la canzone a un pubblico ancora più ampio.

La melodia e il testo di ‘O Sole Mio sono stati adattati e reinterpretati in diversi generi musicali, dal lirico al pop, fino al jazz e al rock. La sua versatilità e capacità di emozionare ne fanno un brano senza tempo. Nel 1920, una disputa legale cercò di attribuire parte della paternità della melodia a Alfredo Mazzucchi, riconosciuto ufficialmente solo nel 2002. Durante le missioni spaziali Apollo, gli astronauti della Nasa portarono con sé registrazioni della canzone, confermando il suo status universale. È stata usata in numerosi film, pubblicità ed eventi sportivi, consolidando il suo status di patrimonio musicale globale.

È considerata una delle canzoni italiane più cantate nei festival e nelle competizioni di musica lirica. Fu persino eseguita in un’esibizione improvvisata da Luciano Pavarotti durante una conferenza stampa, diventando immediatamente virale. Il suo utilizzo nel concerto dei tre tenori del 1990 ha contribuito alla rinascita della musica lirica nel mainstream e ha reso celebre la canzone tra un pubblico internazionale più giovane.

Il legame con Odessa e la coincidenza della presenza di Kandinsky nella stessa città nel 1898 aggiunge una dimensione affascinante alla sua storia, dimostrando come luoghi e momenti possano ispirare forme d’arte diverse ma ugualmente immortali.

‘O Sole Mio non è solo una canzone, ma un simbolo della cultura italiana e napoletana. Il suo messaggio di amore e bellezza continua a risuonare nel cuore degli ascoltatori di tutto il mondo, dimostrando che la musica ha il potere di attraversare il tempo e le generazioni da Caruso a Lanza, da Pavarotti a Bocelli, da Napoli alla Luna, ‘O Sole Mio resta un inno senza tempo, capace di far brillare il sole nel cuore di chiunque la ascolti.


di Stella Camelia Enescu