Anna Morandi Manzolini: l’arte della scienza

giovedì 24 novembre 2022


Nasce a Bologna il 21 gennaio del 1714 da una famiglia di modeste condizioni economiche. È una delle prime donne a studiare direttamente il corpo umano. Viene richiesta da molte corti d’Europa per la sua abilità nella creazione di modelli umani in cera molto realistici. Questa abilità è il frutto di studi con i pittori Giuseppe Pedretti e Francesco Monti. Nel 1740 conosce e sposa Giovanni Manzolini, professore di anatomia e notissimo scultore anatomico. Nascono sei figli di cui ne sopravvivono due. A questi lutti si aggiunge la morte del marito che la fa sprofondare in problemi economici. Le ristrettezze la costringono a lasciare uno dei figli in una istituzione caritatevole. Con il marito acquisisce un’esperienza di modellista anatomica che oltrepassa la fama del marito. Acquisisce molta esperienza nella dissezione dei cadaveri, da sempre un lavoro duro riservato agli uomini. Riproduce accuratamente gli organi e le parti del corpo umano dopo averlo sezionato con un realismo che nessuno prima di lei era riuscito ad ottenere. È la prima a trasformare in un atto artistico un lavoro pesante e nauseante che la porta a dissezionare oltre mille cadaveri. Con il suo lavoro, la ceroplastica non sarà più una esclusiva della scultura. Presta particolare attenzione agli organi di senso creando oggetti come orecchi, bocca e occhi di cui riesce ad evidenziare l’intreccio di muscoli e nervi.

Intuisce che le moltissime parti del corpo e le loro funzioni sono collegati fra loro. Lo scienziato Luigi Galvani sarà ispirato dal grande lavoro di Anna Morandi e scriverà un testo intitolato “De Manzoliniana Suppellectili”. È di fatto la indiscussa e migliore erede dei lavori del precursore dell’abate siciliano, Gaetano Giulio Zumbo (1656 – 1701), inventore della ceroplastica anatomica che consente con successo di copiare in 3d in cera colorata le parti del corpo umano. I modelli anatomici in cera costituiscono un grande salto di qualità negli studi e nella conoscenza del corpo umano senza necessariamente visionare i cadaveri di difficile conservazione e diffusori di infezioni e setticemie. Nasceranno la prima grande raccolta di suppellettili della storia. Molti musei ed istituzioni scientifiche straniere ne imiteranno l’esempio.

Non ha frequentato studi regolari ma riesce ad ottenere la possibilità di subentrare al marito nell’insegnamento. Nel 1736 l’Università la nomina modellatrice ufficiale con uno stipendio di trecento lire bolognesi. Il papa Benedetto XIV, amante della scienza, le concede una rendita per proseguire con serenità il progresso dei suoi studi. Il reddito universitario non basta a coprire le sue difficoltà economiche che la affliggeranno per tutta la vita. Collabora con il senatore Gerolamo Ranuzzi che acquista tutti i suoi modelli in cera, la biblioteca e le offre un appartamento nel proprio palazzo. È conosciuta in tutta l’Europa. Riceve offerte di lavoro da prestigiose personalità e da istituzioni, fra le quali Royal Society di Londra e Caterina II di Russia a San Pietroburgo alla quale fa visita. Tiene conferenze alla British Royal Society di Londra. Preferisce restare a Bologna. Le fa visita l’imperatore Francesco Giuseppe nel palazzo dove risiede.

Rimane di lei un busto autoritratto mentre disseziona un cervello umano. Immeritato il lungo silenzio che ha condotto la sua opera all’oblio a causa dei pregiudizi sociali.

Questa donna colta, elegante e madre esemplare muore con esequie solenni il 9 luglio del 1774.


di Manlio Lo Presti