Il gusto italiano corre sui social

È stato presentato recentemente a Roma il Rapporto Ismea-Qualivita 2018, l’indagine annuale che analizza i valori economici e produttivi della qualità delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop Igp Stg.

Dai dati rilevati, si evidenzia la continua crescita delle produzioni a indicazione geografica, con un valore complessivo di 15,2 miliardi ed un contributo del 18 per cento sul valore economico complessivo del settore agro alimentare italiano, mentre a livello mondiale si conferma il primato dell’Italia che vanta ben 822 prodotti Dop, Igp, Stg registrati a livello europeo sui 3.036 totali nel mondo.

Ma un aspetto nuovo ed estremamente interessante del Rapporto riguarda il così detto “web listening”, cioè il monitoraggio di ciò che viene condiviso in rete rispetto ad un dato argomento: per la prima volta sono stati analizzati i big data delle conversazioni digitali sulle indicazioni geografiche italiane per capirne la rilevanza all’interno delle comunicazioni e del “sentiment” degli utenti on-line.

Ne è emerso che sono ben 2,4 milioni le menzioni nell’ultimo anno riferite alle prime 100 indicazioni geografiche con il maggior numero di followers, 50 del settore Food e 50 del settore Wine, generate da oltre 1 milione di autori per un ingaggio totale di quasi 64 milioni di utenti web. L’osservazione e l’analisi delle conversazioni online è avvenuto rilevando il numero di menzioni dei prodotti, gli utenti che hanno avviato e condiviso le conversazioni e l’interesse ottenuto dai post relativi alle specifiche parole chiave considerando retweets/like/condivisioni/commenti.

Secondo il rapporto, le Dop più menzionate sul web sono, per il cibo, il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Grana Padano, mentre per il vino, il Prosecco, il Chianti e il Barolo. E, oltre naturalmente all’Italia, sono moltissimi i Paesi esteri dove avvengono queste conversazioni con al centro le eccellenze del Belpaese: nella top five troviamo in testa gli Stati Uniti, seguiti da Inghilterra, Germania, Brasile e Canada.

A questo proposito, Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, ha affermato che i prodotti Dop e Igp sono diventati “ambasciatori del gusto italiano, diffondendo cultura e linguaggio legati alla vera qualità del nostro patrimonio enogastronomico.

Un fenomeno che non tarderà a consolidarsi, considerando che negli ultimi due anni si è rilevata una forte crescita nell’utilizzo dei canali web e dei social anche da parte delle aziende agroalimentari: degli 822 prodotti registrati, infatti, sono ben 501 quelli con un sito ufficiale, con un incremento del 22 per cento rispetto al 2016, e 420 quelli con almeno un profilo attivo su un social network, con una crescita addirittura del 60 per cento rispetto a due anni prima.

Tra le piattaforme social più attive, sicuramente il primato spetta ad Instagram che si conferma il canale principale per veicolare contenuti e conversazioni relative al tema Food&Wine, con un incremento di quasi il 500 per cento in più rispetto al 2016 di utenti ingaggiati. Scatta, mangia e posta!