Parlamento Ue: passa la riforma del copyright. Di Maio: "Scenari orwelliani"

438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni: dopo il rinvio di luglio, il Parlamento europeo ha approvato la controversa proposta di riforma del copyright. Il via libera dell'Assemblea plenaria consente ora l'avvio dei negoziati con il Consiglio e la Commissione per arrivare alla definizione del testo legislativo finale. "È un buon segnale per l'industria creativa e culturale europea", ha dichiarato il relatore del provvedimento, il popolare tedesco Axel Voss, ringraziando i colleghi per "il risultato ottenuto insieme". A quella di Voss si aggiunge la soddisfazione del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che in un tweet parla di una "vittoria per tutti i cittadini". "Oggi - scrive Tajani - il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale".

Reazioni positive anche dal vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale, Andrus Ansip, e dal commissario al digitale Mariya Gabriel, che parlano di "un segnale forte e positivo", in quanto "ora possono incominciare le discussioni tra i colegislatori" per arrivare al testo finale della direttiva "idealmente entro la fine del 2018". L'obiettivo è che il testo finale sia "equilibrato e positivo" e che consenta "una vera modernizzazione della legislazione sul copyright di cui l'Europa ha bisogno" con "benefici tangibili per cittadini, ricercatori, educatori, scrittori, artisti stampa e musei" garantendo al contempo la libertà di espressione e lo sviluppo delle piattaforme.

Dura, invecem la reazione del vice premier italiano Luigi Di Maio, secondo cui si tratta di "una vergogna tutta Europea". "Il Parlamento Europeo - spiega il leader del Movimento 5 stelle - ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Rispetto all’ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D'ora in poi, secondo l'Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori. Hanno di fatto legalizzato la censura preventiva. Oltre all’introduzione della cosiddetta e folle 'link tax', la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti. Per me è inammissibile. La rete deve essere mantenuta libera e indipendente ed è un’infrastruttura fondamentale per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea. Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani". Poi una minaccia, neppure troppo velata: "Sarà un piacere vedere, dopo le prossime elezioni europee, una classe dirigente comunitaria interamente rinnovata che non si sognerà nemmeno di far passare porcherie del genere. Un messaggio per le lobby: questi sono gli ultimi vostri colpi di coda, nel 2019 i cittadini vi spazzeranno via".

Wikipedia ha oscurato le foto sulle proprie pagine per protestare contro alcuni aspetti della legge. In particolare, spiega l'enciclopedia on line, la protesta riguarda un articolo che impone di pre-filtrare i contenuti realizzati dagli utenti. L'iniziativa segue quella del giugno scorso, quando tutti i contenuti erano stati oscurati in occasione del precedente voto di Strasburgo sulla legge, poi rinviato.