“Hold”: l’app che ti premia se non usi il cellulare

L’idea è stata sviluppata nel 2015 da tre studenti norvegesi, Maths Mathisen, Florian Winder e Vinoth Vinaya, della Copenhagen Business School. Lo scopo è aiutare gli studenti a concentrarsi maggiormente durante le lezioni. In base ad alcuni studi, sembra infatti che gli studenti norvegesi controllino il telefonino ben 200 volte al giorno, e il picco viene raggiunto proprio durante le ore passate in classe. Secondo alcuni ricercatori dell’Università del Texas, gli smartphone possono influenzare negativamente la capacità di attenzione di una persona anche quando si trovano semplicemente nella loro visuale.

E quindi qual è il modo migliore per incentivare le persone a guardare meno il cellulare se non quello di premiarli ogni volta che non lo usano? Funziona così: l’utente riceve 10 punti ogni 20 minuti trascorsi senza toccare il telefono. Per ottenere dei biglietti per il cinema a metà prezzo occorrono 60 punti, l’equivalente di 2 ore lontani dal telefono. Per due caffè gratis, occorrono 300 punti, vale a dire 10 ore senza telefonino e così via.

Fino ad oggi, l’app è stata scaricata più di 50mila volte e può vantare la collaborazione con ben 31 sponsor nazionali ed internazionali come Coca-Cola, Microsoft, Danske Bank, MobilePay, e 20th Century Fox solo per citarne alcuni. Dopo la Norvegia, ora il dispositivo si sta sviluppando anche in Svezia e Inghilterra. E in Italia? Al momento il dispositivo non è utilizzabile sul nostro territorio, ma esistono comunque altre applicazioni che aiutano gli utenti ad usare di meno il telefonino. Si tratta di app che permettono di diminuire l’uso compulsivo dei social network o delle chat. Ma come siamo arrivati a dover creare delle app per non usare le app?

Secondo i dati del “Digital in 2017 Global Overview”, il tempo trascorso dagli italiani sui social media è di circa due ore al giorno e siamo il paese che si conferma tra quelli con la più alta penetrazione di telefonini rispetto alla popolazione mondiale, con un tasso dell’85 per cento. La percentuale poi aumenta tra gli studenti delle scuole medie ed superiori. Nel 2017 sono stati 2,5 milioni i ragazzi dai 13 ai 17 anni che si sono connessi a Internet da mobile.

E proprio nelle scuole si sta giocano una partita molto importante anche a livello europeo.

In Francia ad esempio, il presidente Emmanuel Macron aveva promesso in campagna elettorale il divieto assoluto dei telefonino a scuola. E così è stato. Dal 2010 infatti nelle scuole francesi era già in vigore un divieto che impediva di consultare i cellulari durante le ore di lezione, mentre il loro uso era consentito nelle pause tra una materia e l’altra, a pranzo e durante l’intervallo. Il ministro dell’istruzione Jean-Michel Blanquer ha confermato che dal 2018 la nuova regola estenderà il divieto anche ai momenti di pausa, vietando quindi l’uso degli smartphone per tutto il tempo di permanenza degli studenti negli istituti scolastici.

In Italia, dal 2007, con la circolare Fioroni c’era il divieto assoluto di usare i cellulare durante le ore di lezioni. Ora pare che il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli voglia riabilitare il telefonino in classe, ma con qualche accorgimento dettato da un gruppo di esperti. Una sorta di vademecum d’utilizzo insomma. Le nuove norme infatti non prevedono né chiamate né messaggi, ma bensì l’uso della geolocalizzazione e dei social network durante le visite ai musei, le gite e le lezioni interattive.

Una scelta molto criticata quella della Fedeli che sottolinea però come vietare totalmente il telefonino a scuola significherebbe andare contro la natura digitale dei ragazzi. La battaglia tecnologica è ancora aperta. Gli unici che sembrano non esserne preoccupati sono proprio gli studenti che continuano tranquillamente ad usare social e WhatsApp durante le lezioni e a pubblicare online video e chat.