Polizia postale: “Nel 2017 impennata di cyberattacchi”

I cyberattacchi, anche in Italia, “sono in costante aumento, il 2017 ha avuto un impennata e in futuro ce ne saranno sempre di più. Uno dei tipi di attacco di cui prevediamo un incremento sarà quello dei ramsonware, ovvero attacchi che criptano i dati del computer attaccato e che chiedono un riscatto per decriptare i contenuti”. Lo ha detto Nunzia Ciardi, direttore del Servizio centrale della Polizia postale e delle comunicazioni, parlando ieri con i giornalisti a margine di un convegno sulla cybersicurezza a Firenze. Citando dati del rapporto “Clusit”, recentemente presentato, e del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), Ciardi ha ricordato che nel solo primo semestre del 2017 sono stati rilevati 721, rispetto agli 844 dell’intero 2016, che hanno portato a diramare 14401 alert e avviare 40 filoni di indagine.

“A fronte di una grande quantità di attacchi molto sofisticati - ha sottolineato Ciardi - la metà dei cyberattacchi sono di tipo social engineering ovvero di ingegneria sociale, che mirano a ingannare l’utente attraverso e-mail o altro. Sono attacchi devastanti in alcuni casi, perché chi viene attaccato non è solo l’utente privato ma lo sono anche le aziende. E spesso le piccole aziende colpite sono dei canalizzatori per attacchi alle grandi realtà”. La sicurezza informatica, ha osservato ancora, “è prima di tutto un discorso culturale, di consapevolezza ma anche di investimenti e di collaborazione tra pubblico e privato”. Sul fronte della sicurezza, “in Italia stiamo facendo un buon lavoro e abbiamo iniziato a parlare di protezione delle strutture critiche” come grandi aziende e non solo, “dal punto di vista non fisico ma logico, già nel 2005. Il nostro centro” il Cnaipic, “è nato quando ancora pochissimi paesi parlavano di protezione di difesa logica. Grazie a questo essere arrivati tra i primi, abbiamo sviluppato un know how importante e all’estero ci riconoscono tantissimo questo tipo di esperienza”. Naturalmente, ha concluso, “c’è però bisogno di investimenti per allargare la nostra esperienza” anche perché “lo spettro della nostra azione spazia dalla pedopornografia on line, al terrorismo, all’hacking, ai crimini economici e alle difesa delle infrastrutture”.