Il fiuto dei moscerini per i motori di ricerca del futuro

I motori di ricerca del futuro avranno il “fiuto” dei moscerini: il minuscolo cervello di questi insetti è infatti così efficiente nel catalogare gli odori da diventare fonte d’ispirazione per una nuova generazione di algoritmi, che potranno migliorare il recupero di immagini e dati simili per esempio nei social network e nelle piattaforme per gli acquisti on-line. Lo dimostra lo studio pubblicato sulla rivista Science dagli informatici e dai neurobiologi del Salk Institute e dell’Università della California a San Diego. Non è la prima volta che l’intelligenza artificiale prende spunto dal mondo naturale, ma finora nessuno aveva pensato che il minuscolo cervello dei moscerini potesse diventare un modello per i “cervelloni” dei motori di ricerca, che nei siti web e nelle app dei nostri smartphone macinano continuamente enormi quantità di dati per offrirci profili di persone che potremmo conoscere, canzoni simili a quelle che abbiamo ascoltato o prodotti analoghi a quelli che abbiamo appena comprato.

I ricercatori californiani hanno intuito che il segreto per rendere questi processi più rapidi ed efficienti sta proprio nel particolare meccanismo con cui il cervello dei moscerini “etichetta” e cataloga i nuovi odori, in modo da identificare gli aromi simili a quelli già noti intuendo “al volo” se rappresentano un pericolo o un’opportunità. Questo processo nervoso, particolarmente rapido ed elegante, non comprime le informazioni associate a un input, ma le espande, seguendo una logica diametralmente opposta a quella usata finora dai normali motori di ricerca. Questo nuovo approccio, applicato a tre database di prova, ha dimostrato di produrre risultati in modo molto più veloce ed efficiente.