Apple Watch: presto
la funzione glucometro

di Maria Giulia Messina

20 aprile 2017WEB

 

L’azienda di Cupertino è in continuo fermento. L’ultima novità, secondo quanto annunciato dalla Cnbc, riguarda i malati di diabete e il possibile monitoraggio della glicemia attraverso l’Apple Watch.

Il progetto, voluto e intrapreso in gran segreto già da Steve Jobs poco prima di morire, starebbe coinvolgendo un team di circa trenta persone, tra cui molti ingegneri biomedici, guidati, salvo smentite, da Johny Srouji, ex vicepresidente della divisione hardware di Apple. L’obiettivo dovrebbe essere quello di sviluppare un sensore, installato dentro l’orologio appunto, in grado di misurare in maniera continuativa e non invasiva il livello di diabete nel sangue.

Al momento, malgrado non ci siano notizie certe né dichiarazioni da parte del colosso californiano, Apple starebbe conducendo studi di fattibilità in siti clinici della Bay Area, ovvero la zona metropolitana che circonda la baia di San Francisco e il telegiornale statunitense sarebbe in contatto con tre familiari di diabetici che si starebbero sottoponendo ai test dell’azienda statunitense e avrebbero solo spiegato, per giunta in maniera approssimativa, che il sensore ottico su cui si starebbe lavorando, si baserebbe, per avere indicazioni sui livelli glicemici, sulle variazioni di brillantezza di una luce trasmessa attraverso la pelle.

La riuscita del progetto farebbe non solo la gioia di tutti gli individui affetti da diabete, che eviterebbero il ricorso a continue punturine sui polpastrelli per controllare la quantità di glucosio nel sangue, diventando quindi un oggetto fondamentale per queste persone (al mondo più di 415 milioni, 3,7 solo in Italia), ma segnerebbe inoltre la svolta nella storia degli orologi Apple, che nel 2016 non hanno registrato dei numeri di vendita rilevanti rispetto agli altri successi della casa produttrice.

Se l’interesse della casa della Mela nei confronti delle questioni riguardanti la salute poteva essere facilmente intuibile considerando anche la recente acquisizione di Gliimpse, startup specializzata nella gestione e nella condivisione di dati medici personali, è pur vero che ancor prima del colosso californiano era stato Big G a darsi da fare. Anche Google, infatti, stava già lavorando alla realizzazione di lenti a contatto intelligenti in grado di misurare il glucosio attraverso le gli occhi. Risale sempre all’anno scorso, inoltre, il lancio da parte del colosso farmaceutico americano Abbott, di Freestyle Libre: un sensore grande come un cerotto da applicare al braccio e in grado di trasmettere le misurazioni a un tablet in maniera continuativa.

Entrambe i metodi, però, richiedendo un cambio settimanale di sensore, risultano al momento esageratamente costosi, al punto da poter considerare i 400 euro necessari per l’acquisto di un Apple Watch una cifra irrisoria.