Blue Helmet: il casco intelligente

L’intelligenza artificiale può tanto, anche salvare vite umane.

Ne è la prova il “casco intelligente” inventato e brevettato da Emanuel Chirila, studente diciannovenne dell’Istituto Tecnico e Tecnologico di San Giovanni Valdarno. Nato in Romania e trasferitosi in Italia con la famiglia dieci anni fa, Emanuel coltiva da sempre una passione smodata per qualsiasi apparecchio elettronico, tasferitagli dal padre, ingegnere meccanico.

“Qui a San Giovanni Valdarno abbiamo avuto il nostro primo personal computer con connessione a Internet; per me era una cosa aliena, ma altrettanto affascinante. Mio padre, sapendo delle mie capacità distruttive per gli apparecchi elettronici, mi negò l’accesso al computer e fu così che all’età di nove anni ho assemblato il mio primo computer con pezzi di scarto che trovai presso un vicino centro di raccolta”.

La svolta, però, arriva l’estate scorsa. Emanuel, in sella allo scooter dall’età di sedici anni, sente l’esigenza di inventare un casco nuovo in grado principalmente di chiamare i soccorsi in caso di incidente, qualora l’incidentato non dovesse essere nelle condizioni di poterlo fare. Una sorta di salvavita, quello messo a punto dallo studente 19enne, sempre collegato a diversi satelliti Gps e dotato di sensori di collisione che, in caso di urto, geolocalizzano chi lo indossa e inviano immediatamente un sms con le coordinate del sinistro sia ai soccorritori che ai familiari. Il tutto tramite un modulo Gsm collocato all’interno.

“Ci sono altri caschi sul mercato dotati di Gps, Bluetooth e altre tecnologie - spiega Emanuel - ma non puntano allo stesso obiettivo della mia invenzione. Gli altri caschi presenti sul mercato usufruiscono del Gps non per geolocalizzare l’utente nel momento dell’incidente, ma per assistere la guida nel traffico”.

Il casco ha poi diverse altre funzioni, sempre mirate alla salvaguardia dell’individuo. Munito di un sensore all’altezza della bocca che funge da etilometro, tramite l’analisi della respirazione del motociclista è capace per esempio di valutare la quantità di alcool in circolo nell’organismo, come è anche in grado di valutare la stanchezza del centauro tramite il battito delle ciglia per evitare i cosiddetti colpi di sonno durante la guida.

“All’interno del casco c’è un sensore che monitora la rotazione della testa e il battito delle ciglia - spiga ancora Emanuel Chirila - quindi, anche se un ragazzo si distrae, il casco segnala il pericolo emettendo un suono specifico”.

Tutte le funzioni, al fine di evitare falsi allarmi, si attivano solo quando il casco è a contatto con la testa e rigorosamente allacciato tramite il gancio sotto il mento. Emanuel, non avendo i fondi necessari, ha cercato a lungo il sostegno di uno studio legale adeguato, ma oggi finalmente è riuscito a brevettare la sua creazione. Grazie alla collaborazione dello studio legale Rubino di Roma, Blue Helmet, così il il giovane ha voluto chiamare il casco intelligente di sua creazione, è al sicuro e gode delle giuste tutele in attesa di trovare i fondi per continuare il percorso di realizzazione.

“Sono stato contattato da due società di Firenze - conclude Emanuel Chirila - La mia speranza è che si possa realizzare un casco economico accessibile a tutti i giovani. Dopotutto l’ho ideato pensando a loro”.