Ora Facebook lancia il portale per i genitori

“Oggi i bulli non ti spingono in un armadietto, non ti aspettano dietro un angolo fuori dalla porta, ma si nascondono dietro profili anonimi e usano i social network per insultare e abusare delle persone più buone e innocenti”.

Questa è la definizione più efficace di cyberbullo e queste sono le parole di una vittima di cyberbullismo, le stesse parole per cui anche Facebook, sempre in prima linea nella tutela dei propri iscritti, ha scelto di mettersi al servizio dei genitori. Quelli impauriti, quelli che i loro figli parlano una lingua tecnologicamente troppo avanzata per essere comprensibili e compresi.

“Per noi di Facebook - spiega Alex Stamos, Chief Security Officer di Facebook, nel video di presentazione del progetto - la sicurezza di tutti gli utenti, specialmente dei bambini, è davvero importante e vogliamo collaborare con i genitori in modo che i ragazzi non siano sicuri solo in questa età, ma imparino ad esserlo per il resto della loro vita”.

In un mondo in cui più del 30 per cento dei giovani tra i 12 e i 17 anni è vittima di offese e violenze sul web, Mark Zuckerberg aiuta le famiglie ad arginare i rischi ed apre il portale per i genitori. La piattaforma, inaugurata il 13 dicembre scorso, che si prefigge come obiettivo principale quello di “promuovere conversazioni importanti tra genitori e figli sulla sicurezza on-line, sulle tecnologie e sui social media”, non è altro che una semplice guida, disponibile in 55 lingue diverse.

La nuova risorsa, nata all'interno del Centro per la sicurezza, in cui dal 2013 figura anche una sezione contro il bullismo, messa in piedi con l’aiuto della Yale Center for Emotional Intelligence e forte di una collaborazione con oltre cinquanta partner internazionali, tra i vari suggerimenti forniti, invita in primis i genitori ad insegnare ai figli che l’atteggiamento giusto da tenere on-line, è lo stesso a cui vengono educati nella vita reale: “Non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te”. È fondamentale inoltre che l’adulto sia un buon esempio e applichi le regole, quali per esempio il divieto di utilizzo dei social oltre un certo orario, prima ancora che siano i loro figli a farlo e che si avvicinino al mondo social contemporaneamente al bambino, valutando la possibilità di diventare anche amici.

Un capitolo a parte è invece dedicato al contatto diretto con degli esperti di sicurezza. Il portale infatti mette a disposizione dell’utente diciannove aziende in tutto il mondo in grado di fornire assistenza immediata per la risoluzione di qualsivoglia problema in merito. Quel che è importante, come sottolineano quelli del social in blu, non è rispettare a menadito i suggerimenti da loro elencati, che potrebbero in alcune occasioni non adattarsi alle esigenze della famiglia, ma affrontare l’argomento.