L’altra faccia di Sanremo: gossip, pubblicità, Antitrust

venerdì 9 febbraio 2024


Ancor prima di tracciare un bilancio del 74° Festival della canzone italiana (la quinta edizione di Amadeus) il mondo dei social e dei giornali specializzati si divide sul giudizio da dare a una kermesse diventata una mastodontica programmazione in cinque serate, dalle ore 20.30 fino all’una di notte e oltre. Con Amadeus e Fiorello c’è di tutto. La partenza è stata la candelina spenta per i 30 anni della carriera della conduttrice Giorgia (52 anni), poi i piedi nudi di Fiorella Mannoia nei versi della canzone interpretata i social avrebbero ravvisato anche una bestemmia. I mega sponsor, la moltitudine di stilisti, da Armani a Gai Mattiolo, che hanno preparato i vestiti di decine di protagonisti. Trenta big in gara non sono bastati. Ecco allora la pletora degli invitati, degli ospiti di vario tipo. E su questi è partita la prima raffica di polemiche per l’edizione del 2023 e la condanna dell’Antitrust nei confronti di Amadeus e Chiara Ferragni per pubblicità occulta. L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha fissato in 175mila euro la multa in quanto la Ferragni aveva fatto aprire ad Amadeus un profilo su Instagram che in realtà, secondo l’Antitrust, diventava pubblicità occulta a favore di Meta, la società che fa capo al Mark Zuckerberg, di cui è appunto proprietario.

E pubblicità occulta hanno visto tanti ascoltatori e social sulle inquadrature delle scarpe di John Travolta, che si è prestato a eseguire il popolare Ballo del qua qua con Fiorello, un momento che non è stato trasmesso su RaiPlay perché l’attore americano non avrebbe firmato la liberatoria per la ritrasmissione oltre la diretta. Un caos e una brutta figura per i vertici Rai che sono stati costretti ad ammettere di non aver controllato bene o meglio di non essersi accorti che le scarpe contenevano il logo della società produttrice. La giustificazione che Travolta sarebbe arrivato all’ultimo momento in camerino è la classica scusa non petita, tenuto conto che “il basso rimborso spese” dichiarato da Amadeus e dalla Rai in realtà corrisponde a circa 200mila euro secondo l’agenzia AdnKronos e quasi 500mila secondo altre fonti.

Un pasticcio. Perché il contratto prevedeva soltanto i diritti per la ripresa? Con una miriade di legali ed esperti commerciali perché alla Rai sfuggono situazioni di questo genere, tenuto conto che il festival dovrebbe portare nelle casse di Viale Mazzini circa 60 milioni di euro, dai quali togliere poi le spese? Altra grana rimasta per ora in sordina è quella degli orchestrali. Trenta direttori d’orchestra per 30 cantanti non è un’esagerazione? Perché si sono domandati alcuni esperti molti musicisti delle cinque serata sono “aggiunti”? Eppure l’orchestra del Festival di Sanremo ha un nutrito organico e c’è inoltre l’orchestra della Rai inutilizzata a Roma. Secondo il tam tam dei conoscitori delle cose di casa Rai sembrerebbe che molti componenti abbiano dato forfait perché le prestazioni sono poco remunerative rispetto alla mole di lavoro richiesto.

Gossip, polemiche, attacchi fanno gioco per alzare gli ascolti. Un festival, comunque, troppo lungo e per stupire è arrivato il super ospite Russell Crowe, il sempre verde Gianni Morandi e Eros Ramazzotti a cantare Terra promessa con cui debuttò 40 anni fa. Altre polemiche? L’utilizzo del treno Frecciarossa che ha portato a Sanremo giornalisti e dipendenti e il procedimento disciplinare nei confronti di un giornalista Rai per un tweet offensivo nei confronti della rapper BigMama, l’imbarazzante comparsata della Banda dei Carabinieri. E non poteva mancare Bella ciao, tanto per rimarcare una Rai “antimeloniana”. Cosa non si fa per l’audience e la militanza!


di Sergio Menicucci