L’influencer e la riduzione del danno

mercoledì 20 dicembre 2023


Come è noto la questione del pandoro, costata alle società di Chiara Ferragni un milione di euro per la multa comminata dall’Antitrust, è stata sollevata sulle pagine del Fatto quotidiano da Selvaggia Lucarelli, la quale si spera che rivolga la sua ascoltata attenzione anche altrove, dal momento che è ragionevole pensare che il caso del costoso pandoro Balocco non sia un unicum nel panorama italiano, visto che intorno all’industria della beneficenza si muovono molti quattrini. E quando ciò accade, seppur coi più nobili intenti, c’è sempre il rischio che qualche banconota resti inavvertitamente attaccata alle mani di qualche facoltoso buon samaritano.

Sta di fatto che la stessa Lucarelli, che pare aver preso veramente a cuore le sorti della popolare influencer, ha immediatamente rilanciato la posta, pubblicando un altro scoop ai danni della moglie di Fedez, questa volta di natura pasquale. In particolare, una campagna promozionale per vendere uova che avrebbe contribuito ad aiutare piccoli in difficoltà con il progetto sociale: “I bambini delle fate”. Ma, come per Balocco, la donazione sarebbe stata effettuata soltanto dall’azienda, nella misura di 36mila euro in due anni e non da Ferragni in relazione alle vendite. Secondo quanto segnalato dall’opinionista del Fatto, quest’ultima invece avrebbe guadagnato in due anni circa 1,2 milioni di euro da Dolci Preziosi (500mila euro nel 2021 e 700mila nel 2022) per la cessione della sua immagine. Tant’è che, come nel caso del pandoro Balocco, il Codacons è subito ripartito alla carica, presentando un ulteriore esposto all’Autorità per la concorrenza in merito alle uova sponsorizzate da Chiara Ferragni.

Ora, al di là di quali sviluppi legali potrà riservare questa imbarazzante vicenda, c’è un fatto che dovrebbe stimolare una certa riflessione, soprattutto tra tutte quelle anime belle sempre disposte a prendere per oro colato le scintillanti immagini esteriori dei citati e assai facoltosi buoni samaritano. Secondo quanto affermato in un video di scuse per la questione del pandoro, derubricato dalla Ferragni a un semplice errore di comunicazione, l’influencer – con l'evidente intento di ridurre il colossale danno d’immagine subìto – ha annunciato la donazione di un milione di euro all’ospedale Regina Margherita di Torino, a cui in precedenza la società Balocco, prima che partisse la campagna promozionale dello scandalo, aveva devoluto la modesta somma di 50mila euro.

Ebbene, la domanda che mi pongo e pongo ai nostri pazienti lettori è la seguente: per spingere un personaggio che raccoglie oltre 30 milioni di follower a sborsare, senza battere ciglio, una cifra così alta, equivalente all’entità della multa ricevuta, su quale dimensione economica si muove quella che potremmo definire come l'industria della beneficenza? Ai posteri – soprattutto quelli che non porteranno mai il loro cervello all’ammasso – l’ardua sentenza.


di Claudio Romiti