Ballare a ritmo di Sinner

Fino a pochi giorni fa, il 2022 sembrava per Jannik Sinner un anno da dimenticare. Cambi di allenatore, dolori diffusi in tutto il corpo e anche una buona dose di sfortuna hanno perseguitato l’altoatesino. Ma non può piovere per sempre. Sull’erba di Wimbledon qualcosa è cambiato nella testa del giovane tennista italiano. Il classe 2001 parte come decima testa di serie, e comincia a costruirsi la sua fortuna battendo al primo turno Stan Wawrinka, poi Mikael Ymer e l’americano John Isner. Prestazioni solide e convincenti quelle di Jannik, che agli ottavi di finale vede palesarsi davanti a se l’atleta più in forma del momento, il numero 7 al mondo Carlos Alcaraz. L’ultimo duello tra i due risale al 3 novembre scorso a Parigi, con vittoria netta dello spagnolo per 2-0.

Alla vigilia del match di ieri Alcaraz è dato favorito da tutti i bookmakers, anche se il ragazzo di San Candido non è lontano anni luce. A detta di Carlos loro due sono i “più giovani in tabellone, e forse i due di maggior talento”. È iniziato lo scontro. Sinner entra in campo con una sicurezza e una cattiveria agonistica degna di chi lotterà nel futuro prossimo per il primo posto nel ranking. Jannik ha sfoderato una capacità mentale che qualcuno pensava non avrebbe mai raggiunto. Perso il terzo set con un tie break ad altissimo tasso di spettacolarità il 20enne azzurro non ha battuto ciglio. Punto dopo punto, con tanto di cinque matchpoint sprecati (che potrebbero minare la tenuta psicologica di chiunque), ha portato a casa gli ottavi di finale più difficili del torneo. Ora testa a Novak Djokovic, in un quarto che sa tanto di finale prematura.

Sinner, dopo Matteo Berrettini, è l’unico tennista italiano ad aver raggiunto almeno gli ottavi in tutte le prove del Grande Slam. Adesso, calma. Il match contro il Serbo è un’occasione per imparare e, se è possibile, mettersi in mostra. Ciò che è certo, è che di Jannik sentiremo ancora parlare.