Festival di Sanremo, le pagelle semiserie

giovedì 4 marzo 2021


Sì, quest’anno c’è la pandemia, il bisogno di leggerezza ed evasione, lo smartworking che consente a molti di tirare fino alle due di notte senza rischiare gravi incidenti automobilistici l’indomani. Ma la verità è sempre quella: l’unico motivo per cui si guarda il Festival di Sanremo è quello di criticare. Canzoni, look, esibizioni, ospiti, gaffe. Non è nostra intenzione sottrarci all’incombente, quindi via con le pagelle della seconda serata.

Breve premessa metodologica: le seguenti votazioni sono il risultato della rigorosa non applicazione di medie matematiche ai giudizi espressi in un gruppo di ascolto social tra 35/50enni. Diciamo le fasce di età che riceveranno il vaccino anti-covid tra novembre 2021 e l’estate 2022. Il campione è rappresentativo di professionisti in disparati campi, diversi musicisti, qualche giornalista.

Amadeus: 2. Anche a voler credere che la perniciosa presenza della moglie al PrimaFestival non l’abbia imposta lui (sì, ok), ieri sera Amadeus era la motivazione personificata del calo di ascolti del programma. Schiacciato dalla ben altra presenza di Fiorello (ma si è capito perché non poteva condurre Fiore da solo?) vagava inespressivo e mortificato. Non è riuscito a stabilire uno straccio di empatia neppure con Alex Schwazer, che con il racconto franco della sua storia e la sua determinazione a risorgere faceva piangere i sassi.

Fiorello: 8. Qui siamo davvero quasi alla media matematica, perché c’è chi non lo sopporta già più (troppo di tutto, ripetitività inclusa) e chi, più comprensibilmente, non finirà mai di ringraziarlo per la sua funzione rianimatoria della boccheggiante conduzione e, per questo, gli avrebbe attribuito punteggio massimo e lode (ma si è capito perché non poteva condurre lui da solo?).

Laura Pausini: 6. La canzone che ha vinto il Golden Globe e, pare, galoppi verso l’Oscar, è talmente brutta da autorizzare il sospetto che esista una variante americana di Covid che aggredisca soprattutto l’apparato uditivo. Ma lei, che dimentica (fa finta di dimenticare?) di essere una star mondiale e si emoziona come alla prima comunione, balla, improvvisa e rappeggia, fa sempre simpatia e la sufficienza se la porta a casa.

Elodie: 7. Sarebbe da 10, perché è di sconvolgente bellezza, tiene perfettamente il palco, canta benino e ballicchia pure. Ma la ragazza e la simpatia sono due rette parallele. Nemmeno il monologo sulla dura vita di borgata, peraltro andato in onda a notte fonda, scalda. Poi deve essersi fatta nemica il costumista.

Gigi D’Alessio: 3. Il voto vuole premiare solo i rapper napoletani che si sono esibiti con lui. Il progetto è anche apprezzabile, ma D’Alessio distrugge tutto.

Il Volo”: 1. Insopportabili. Fanno scempio della musica di Ennio Morricone nell’ambito di un omaggio al Maestro, fortunatamente onorato dal trombettista Nello Salza con una struggente versione del tema de “Il buono, il brutto e il cattivo”. Non gli diamo meno solo perché lo zero va riservato in esclusiva al seguente valutato.

Zlatan Ibrahimović: 0. Perché ce l’hanno inflitto? L’uomo-calciatore più antipatico d’Europa. Non si capisce che ruolo abbia. Mette a disagio anche Amadeus che pure è abituato alla verve della moglie. Aveva bisogno di soldi? No. Perché allora?

Orietta Berti: 6. Ha subito l’inseguimento della polizia e rischiato sanzioni per recuperare un vestito che era meglio restasse dov’era. La canzone sarebbe stata antiquata già ai tempi della barca che va. Ma lei è l’unica che non sbaglia un’intonazione e ha un fiato che farebbe invidia a una ventenne, quindi la sufficienza è d’obbligo.

Bugo: 4. Quanti rimpianti per la revisione del testo da parte di Morgan un anno fa! La piazzata che ne seguì ha iscritto Bugo nella storia del Festival. La canzone mediocre di questa edizione, la dentatura poco curata, la voce da day after di una bisboccia in osteria, l’hanno già cancellato.

Gaia: 6. Esiste il fondato rischio che la canzoncina, con i suoi ritmi afro-caraibici, ce la tiriamo dietro fino a settembre. Inoltre la performer è veramente bella e si era preparata un idoneo balletto. Sufficienza, di più non si può.

Lo Stato Sociale: 9. Il momento meno soporifero della serata. Lodo non canta per sottolineare il collettivo ed esce solo alla fine da uno scatolone. Il brano è fresco e il testo irriverente. Portano sul palco un trasformista alla Fregoli che regala messaggi pacifisti e un omaggio a Freddy Mercury, quasi a riscattarne l’affronto inflittogli poco prima dal mixaggio di Fiorello tra brani dei Queen e della Pausini. Da alcuni definiti gli eredi di Edoardo Bennato. Grazie.

La rappresentante di lista: 8. Riscuote un unanime consenso, non è chiaro il perché. Anche la cattiveria di sottolineare la raccapricciante gaffe di Amadeus che recapita dei fiori a lei e non alle due donne componenti della sua band. Comunque ci adeguiamo.

Malika Ayane: 6. In realtà della sua esibizione si ricorda solo l’acconciatura ad ananas. La canzone è così. Ma lei è una persona onesta e non le puoi dare un’insufficienza.

Extraliscio feat. Davide Toffolo: 7. Carino il brano! Una roba tipo liscio rimaneggiato in chiave rock-jazz. Magari è una valutazione troppo generosa, ma va inquadrata nel livello generale.

Ermal Meta: 7. Se Sanremo è Sanremo, Meta deve superare la sufficienza. Canzone sanremese. Infatti è al primo posto della classifica generale, rebus sic stantibus.

Random: s.v.. Non l’ha sentito quasi nessuno perché è passato oltre l’una e quei pochi nevrotici ancora svegli se lo sono completamente dimenticato. Un motivo ci sarà.

Fulminacci: 7. Il brano ha un testo accettabile e un bel ritmo.

Willy Peyote: 8: il colpo di coda della serata. Cita la mitica serie “Boris” e propone un testo di scherno al sistema Festival e all’industria discografica. Anche la melodia passabile.

Gio Evan: 4. Già affetto dal peccato originale della citazione di Elisa Isoardi in sede di abbandono multimediale del noto compagno, con l’esibizione di ieri (stamattina, in realtà) Gio Evan peggiora la sua situazione: look anticoncezionale, atteggiamento da autoproclamato guru e coreografia pietosa. È un grande no.

Irama: 7. Lui è in isolamento per contatto Covid, quindi è andata in onda la registrazione della prova generale. Potrebbe essere stato un bene, perché il brano è piaciuto.

La classifica: 4. Dici che quest’anno hai un pubblico giovanissimo, ma se tutta la seconda parte è condivisibile, mi fai un podio con i tre che scongelano solo per Sanremo (Meta, Annalisa e Irama) e mi metti i tre migliori (Maneskin, Max Gazzè e Rappresentante di lista) esattamente a metà classifica?! Ma dai…

 


di Maria Chiara Aniballi