“Football. Trattato sulla libertà del calcio”

Il calcio è un “gioco senza padrone”, nessuno ne ha il possesso, non i giocatori e nemmeno gli allenatori. Per questo la sua dimensione è quella dell’imprevedibilità e della libertà.

In occasione della presentazione online del libro “Football“ (Liberilibri, 2020) di Giancristiano Desiderio, il filo conduttore che ha legato i vari interventi è stato proprio l’aspetto individualistico, che sfugge agli schemi, del calcio. Insieme all’autore, hanno partecipato alla discussione Luigi Marco Bassani (professore di storia delle dottrine politiche all’Università di Milano) e Christian Rocca (direttore del quotidiano online Linkiesta).

Per Desiderio, le regole fondamentali del calcio sono due: il controllo della palla e il suo abbandono. Le stesse regole sono valide anche per le nostre vite: abbiamo bisogno di controllare l’esistenza, ma nello stesso tempo occorre abbandonarsi alla vita. Per questo, bisogna accostarsi al calcio in maniera “giocosamente seria” e forse ribaltare la massima secondo cui il calcio è la metafora della vita.

Bassani ha elogiato l’approccio utilizzato nel libro, che contribuisce ad accrescere una bibliografia intelligente intorno al calcio, mettendo in risalto il carattere “hayekiano” di questo sport, che è l’esito delle azioni dei giocatori e non di una volontà pianificatrice calata dall’alto.

Questa volontà di “controllare” il gioco si esplicita bene con l’introduzione della Var e la sua presunzione di voler eliminare l’errore. Ma la Var aveva anche la finalità di “svelare al mondo intero il complotto juventino”. Su questo aspetto si è soffermato Christian Rocca, riprendendo i contenuti del capitolo dedicato proprio alla Juventus, “la più amata e la più odiata”.