Boom casi morbillo in Europa, 4 milioni bimbi non vaccinati

Il morbillo non allenta la presa sull’Italia e sull’Europa. Ed è record anche negli Stati Uniti. Complice la tendenza a non vaccinare si sono diffuse nuove epidemie tanto che secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) dal 1 gennaio 2016 al 31 marzo 2019 nell’Ue si sono registrati 44.074 casi, con una media nell’ultimo anno di 1 milione di persone colpite. Il nostro Paese si conferma tra i peggiori. Nei primi 4 mesi del 2019 sono stati segnalati 864 casi, di cui 299 ad aprile. Il problema continuano ad essere le basse coperture vaccinali: nel 2017 solo quattro nazioni avevano raggiunto la soglia del 95%, contro 14 Paesi nel 2007. Il numero di bambini e ragazzi non vaccinati per il morbillo nell’Unione europea, tra il 1999 e 2019, ha raggiunto quota 4,5 milioni. In Italia si stima che siano oltre 1 milione i bambini e adolescenti non immuni. I più a rischio di contagio sono i neonati, troppo in là per essere coperti dagli anticorpi materni ma troppo piccoli per essere vaccinati e gli adulti. La fascia d’età colpita dal morbillo in Europa nel 2018-2019 è quella tra i 3 e i 31 anni mentre nel 2009 era tra i 2-18. Nel triennio 2016-2019 il 35% dei contagiati sono stati i giovani di 20 anni, mentre tra i neonati la media annuale dei tassi di notifica è stata 44 volte più elevata rispetto alle altre fasce di età. Inoltre i contagi si diffondono da un Paese all’altro della Ue, tanto che, sempre nel triennio 2016-2019, quasi la metà dei casi (43%) è stata ‘importata’ da uno Stato membro con una copertura vaccinale bassa e in cui era in atto una epidemia di morbillo. L’Italia inoltre è uno dei Paesi, tra quelli dove questa malattia è endemica, che più ha esportato casi ad altri Paesi europei: tra il 2016 e 2019 si stima che siano stati 81. Valore che ci pone al secondo posto dopo la Romania (253), e prima di Germania (36) e Francia (33).

Secondo l’Ecdc finché la copertura vaccinale rimarrà sotto i minimi ottimali le lacune immunitarie resteranno una minaccia per la salute a livello transfrontaliero in tutta la Ue. Negli ultimi 10 anni nell’Ue si sono registrati oltre 144mila casi, e succedute epidemie che hanno coinvolto più Paesi, di cui una di quelle più consistenti nel 2010 e 2011 in Bulgaria (22.162), Francia (19.985), Italia (8.161), Romania (4.352) e Spagna (3.816). Tra il 2012 e 2016 il numero di casi è calato per poi aumentare di nuovo nel 2017 (18.363) e 2018 (17.228). Nel 2019 sono stati segnalati finora 3.841 casi di morbillo. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, da gennaio ad aprile 19 Regioni hanno segnalato casi, ma oltre due terzi sono stati registrati nel Lazio (245), Lombardia (233) ed Emilia Romagna (144). Nel 32,6% dei casi c’è stata almeno una complicanza, tra cui anche due casi di encefalite. In crescita anche l’età dei casi, salita a 30 anni.

Sono stati inoltre segnalati 52 casi tra operatori sanitari e 15 tra gli operatori scolastici. Il 10% dei colpiti (86) aveva meno di cinque anni di età, di questi 31 avevano meno 1 anno. Le uniche regioni morbillo ‘free’ dall’inizio dell’anno a fine aprile sono state Valle d’Aosta e Basilicata, cui seguono la Sardegna con un caso e le provincie autonome di Trento e Bolzano con due. La situazione non è migliore negli Stati Uniti dove - come riferiscono le autorità sanitarie - sono quasi mille i casi di morbillo registrati quest’anno, il numero più elevato da 25 anni. La maggior parte è a New York, anche se complessivamente dall’epidemia di morbillo sono stati toccati 26 Stati.