Un incontro blindato quello che si è tenuto a Roma questa mattina in una scuola, di cui non ci sentiamo di fare il nome per motivi di sicurezza, con il Colonnello Sergio De Caprio, meglio conosciuto come “Capitano Ultimo”, colui che arrestò l’allora boss di Cosa Nostra, Totò Riina.

Programmato nel plesso scolastico, all’interno delle celebrazioni della Settimana della Legalità, per portare nelle scuole la testimonianza di colui che ammanettò il Boss all’indomani del 27esimo anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, era il 23 Maggio 1992.

A distanza di tempo, per non abbassare la guardia e mantenere viva la memoria del sacrificio dei Magistrati Falcone e Paolo Borsellino, l’allora Tenente dell’Arma seguiva le operazioni che portarono alla cattura di Riina. Da allora De Caprio, oggi Colonnello, vive sotto scorta, mantenendo un profilo pubblico in cui non risparmia di incontrare i giovani delle scuole per insegnare loro la lotta all’illegalità, il senso del dovere e del rispetto portando nei plessi scolastici la sua Lectio Magistralis, più una lezione di vita reale che una lezione teorica, di quella che fu la vicenda di due uomini dello Stato Italiano per il quale si batterono perdendo la vita in efferati attentati senza precedenti.

Oggi De Caprio, volto rigorosamente coperto da uno scaldacollo che gli consente di non essere riconosciuto da chi potrebbe vendicarsi, si occupa del sindacato dei carabinieri, corpo del quale ha sempre fatto parte sin da giovanissimo. La sua vita nell’Arma lo ha portato fino al punto più pericoloso, ma anche il più importante della sua carriera, il momento in cui si è trovato davanti con il Boss dei Boss facenti capo alla vecchia organizzazione mafiosa. Alla conferenza in forma privata hanno preso parte pochissime persone che hanno potuto incontrare “Ultimo” da vicino e parlare con lui ascoltando la sua esperienza vicina al Giudice Giovanni Falcone; raccontata con grande serenità, determinazione ed umiltà non esita a ricordare l’ultima volta che vide il magistrato steso sul tavolo dell’obitorio, “pareva dormisse, accanto al tavolo le scarpe di quelli che avevano perso la vita insieme a lui”.

La periferia è il luogo dove lavorare di più e dalla periferia, dal confronto con la strada il Colonnello De Caprio è partito per il suo viaggio da uomo delle forze dell’ordine ed oggi torna in quelle stesse periferie per raccontare, spiegare ai ragazzi, alle generazioni future, cosa significhi lotta alle mafie, alla malavita organizzata e cosa siano la legalità, la lealtà e l’onestà.

I ragazzi lo hanno accolto come un eroe tra urla, applausi e fischi di benvenuto; ad attenderlo il corpo docenti, tantissimi studenti ed un grande cartellone che ritraeva i volti dei due magistrati insieme con il volto coperto del Colonnello “Ultimo”.