L’Italietta dei rosiconi

Siamo diventati un popolo di haters, una società di guardoni invidiosi delle fortune altrui, per nulla in grado di dissimulare ma anzi sempre pronti a scaricare quintali di bile su chi è riuscito ad affrancarsi da una quotidianità fatta di conti per arrivare a fine mese e di rinunce.

Sì, perché se da un lato ci facciamo i gargarismi con la semplicità e i piaceri dello spirito manco fossimo degli asceti, dall’altro mastichiamo amarissimo quando c’è chi i piaceri della carne se li può permettere tutti e non se ne fa mancare nemmeno uno. D’altronde, solo per capire quanto il discorso desti la nostra sensibilità, basterebbe dire che c’è un partito che ultimamente ha fatto incetta di voti basando il proprio programma elettorale sull’odio di classe, sulla kasta, sui parrucconi e sui privilegiati.

L’ultima in ordine cronologico ad essere finita nel mirino dei rosiconi è invece Sonia Bruganelli, una graziosa signora sconosciuta ai più e passata agli onori della cronaca per essere la moglie di Paolo Bonolis ma anche per avere la mania di documentare su Instagram i propri spostamenti da favola sugli aerei privati e le vacanze extralusso alle Maldive. Premesso che il disturbo ossessivo compulsivo che la porta a sbattere in Rete tutto questo lusso tradisce una scarsa signorilità (quella, purtroppo, non si compra), la signora in questione non si comporta certo diversamente dai milioni di utenti medi dei social network che ormai non riescono a concludere una cena con gli amici senza aver accuratamente fotografato ogni portata. Solo che lo sfigato il quale zoomma sulla carbonara non ci fa rabbia mentre chi scatta un’istantanea sul caviale e champagne consumati sul jet privato ci fa incazzare come dei tori perché ci riporta al nostro quotidiano ricordandoci che siamo dei “vorrei ma non posso”.

Ma il leone da tastiera 2.0 ha subito una mutazione genetica perché nel chiuso della Rete si abbandona ad una sorta di stream of consciousness scrivendo ciò che prima pudicamente pensava ma non diceva: "Vedi Sonia, sicuramente della tua vita puoi fare quello che vuoi, però non è bello ostentare così verso le persone che soffrono e non hanno i tuoi soldi", scrive uno tra i più educati. E quale sia il danno che la ricchezza e l’ostentazione producano sui poveri resta comunque un mistero così come misterioso resta il motivo per il quale chi si sente ferito da certe immagini vada a sbirciare e a commentare questo “affronto alla povera gente”.

Stesso meccanismo è scattato con Georgina Rodriguez, la fidanzata di Cristiano Ronaldo che ha osato scattarsi una foto con un pigiama Vuitton da 2700 euro scatenando l’ira del solito “pueblo” il quale ignora che un pigiama da tremila euro per uno che guadagna due milioni di euro al mese equivale ad uno straccetto da tre euro per un cittadino con un reddito medio. O Georgina forse dovrebbe andare a frugare fra le bancarelle per non indispettire chi è in attesa del reddito di cittadinanza?

Speravamo che puttanate egualitariste, lotte di classe basate sull’equivoco in base al quale il povero esiste perché c’è il ricco, luogocomunismi di bassa lega e cialtronate equosolidali si fossero estinte come i dinosauri. E invece la grande madre degli imbecilli (la Rete) ci ha dimostrato che il caro estinto è vivo e vegeto e ha le sembianze dei novelli Robin Hood cibernetici i quali non risolveranno certo il problema della fame nel mondo con il loro pauperismo lagnoso.

In compenso però forniranno sicuramente ottimi spunti per allietare le cene dei paperoni che si sganasceranno dalle risate leggendosi vicendevolmente i commenti velenosi degli straccioni (perché la straccionaggine è un fatto mentale e non economico) che numerosi accorrono a vomitare invidia sui profili Instagram offrendo loro uno spettacolo godibile.