Lunezia, non solo una “nuova” regione

In questo particolare momento  in cui appare sempre  più evidente l’esigenza e la richiesta  di un riassetto istituzionale e di maggiore autonomia regionale, si riprende a parlare del Progetto Luneziano  che ha origini antiche (1814) ma che “rivive” costantemente. L’Associazione Regione Lunezia porta avanti con grande passione i criteri geografici, storici, culturali e politici del passato. L’area vasta presa in considerazione per tale Progetto Lunezia abbraccia i territori delle province di  La Spezia, Massa Carrara,  Garfagnana di Lucca, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, parte di Cremona e Mantova; tale aggregazione di una nuova Regione Padano-Lunense, è stata posta nel corso degli anni per molteplici ragioni di carattere storico – culturale, economico e politico-territoriale.  

La nuova Regione potrà aggregare a se forti interessi di ordine economico, culturale e politico che oggi non sono del tutto espressi, anzi, sovente sono contrastati o compromessi dall’assetto amministrativo regionale esistente. L’esigenza di riassetto istituzionale è spesso apparsa sullo scenario politico ma mai alcuna maggioranza parlamentare vi ha dato concreta attuazione.

Il Progetto Luneziano,  con la sua dignità storico – culturale esprime alta valenza economica, territoriale e politica: la preminente ragione  che giustifica tale progetto è quella riferibile al ruolo marginale riservato a questi territori nelle politiche di sviluppo da parte delle nuove capitali regionali  che assorbono quasi tutte le risorse disponibili e non riescono ad irradiare i loro benefici effetti fino ai territori più marginali e lontani.   Inoltre è importante sostenere una nuova filosofia di Governo Regionale capace di corrispondere più efficacemente alle aspettative specifiche delle città e dei territori che compongono una regione. Nella visione progettuale non c’è posto per una “capitale” di Regione. 

Il  23 febbraio, si è tenuto, a Borgotaro, il primo incontro  del Direttivo dell’Associazione Lunezia con l’attribuzione delle cariche e la definizione dell’organigramma; sono state inoltre costituite quattro Sezioni Territoriali (La Spezia, Massa Carrara più Garfagnana, Parma più Reggio Emilia e Mantova, Piacenza più Cremona) e nominati i rispettivi Responsabili oltre che formato il Gruppo Organizzazione.

In questo frangente anche attenzione particolare di quanto allo studio  del Governo circa le regole per i referendum e la nuova legge per le autonomie locali che prevede maggiori poteri ai capoluoghi rispetto alle province minori considerate marginali, strumenti che potranno essere utili a Lunezia  per il proprio percorso.

Ogni sezione territoriale dovrà creare un Gruppo di Lavoro,  divulgare le finalità dell’Associazione Lunezia  e operare con indipendenza ma in sinergia con le altre aree territoriali  per promuovere e sviluppare le proprie peculiarità e indicare le problematiche.

In riferimento alle sezioni territoriali, ogni territorio mantiene la propria autonomia, non esiste alcuna sudditanza tra le  città, ma un assoluto bilanciamento che permetterà alle stesse meno marginalità rispetto alle grandi province capoluogo di regione. Sono già diverse le persone che hanno aderito all’Associazione  e dato la propria disponibilità a far parte dei gruppi di lavoro. Auspico che tutti i territori coinvolti dimostrino interesse  a fronte di una proposta di assoluta equità, di uguale dignità  e non di rivalità ma nell’ottica di miglioramento.